L’addio del compagno Bertinotti

Marzia Fossati

Franco Scoglio se n’è andato lunedì sera, all’improvviso, come un portone che sbatte violentemente per un colpo di vento, senza chiedere nè scusa nè permesso, alla sua maniera, lui che era un personaggio e se n’è andato da tale, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del calcio e un ricordo indelebile nella memoria dei suoi amici più cari e di tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino.
«Se n’è andato un amico», così lo definisce in una parola il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, un amico. Ed il primo episodio a tornargli alla mente, dei tanti tratti dall’album personale della sua amicizia col «professore», riguarda l’unico, grande, inestinguibile amore che da sempre li univa, quello per il Genoa. «Ci fu un derby Sampdoria-Genoa» ricorda Burlando «che Sky voleva far giocare di venerdì contro la volontà di Scoglio che puntava invece sul posticipo di lunedì per avere in squadra Cordea, che in settimana era impegnato con la propria nazionale. Me ne occupai, alla fine si giocò di lunedì come voleva lui e il Genoa vinse quel derby. Ricordo che dopo la partita andai a salutarlo negli spogliatoi, e lui disse a Francioso di regalare la maglia a mio figlio perchè, secondo lui, il derby lo avevo vinto io, dato che io lo avevo aiutato a fargli giocare il derby di lunedì con Cordea in formazione». Ma purtroppo, nonostante negli ultimi tempi il Presidente della Regione e il «professore» si fossero visti e sentiti spesso, per l’interessamento di quest’ultimo ai contatti avviati dalla Regione con la recente missione in Libia, di cui ormai si sentiva come una sorta di «ambasciatore», questa volta a nulla ha potuto l’influsso benefico della loro amicizia, questa volta, dopo tante vittorie, il derby con la vita non lo ha vinto lui.
Anche Fausto Bertinotti, più che un «compagno» politico, ricorda Scoglio come un compagno di sport, come un maestro «Un maestro sul campo e nella vita» precisa il segretario di Rifondazione comunista «Abbiamo sempre apprezzato il suo coraggio, la sua brillantezza intellettuale, il suo saper parlare ai tifosi. Scoglio resta per tutti noi il «professorè», ma era qualcosa di più» sottolinea «Era la voglia di riscatto, il coraggio di affrontare sfide difficili, il non sentirsi mai perdente. Era la fantasia al potere, in campo e fuori». Il rapporto che legava il leader degli irriducibili del marxismo allo storico ex allenatore del genoa era di profonda stima reciproca, al punto che sono ancora in tanti quelli che ricordano Bertinotti in campo a Pegli, in visita all’amico Franco, durante gli allenamenti della squadra rossoblu.
E un maestro di vita lo definisce anche Bobo Craxi, che conobbe e frequentò Scoglio quando questi era allenatore della Tunisia, probabile ex squadra del cuore di suo padre durante il forzato esilio in quel di Hammamet, «Franco muore sul campo di battaglia sbagliato» afferma il vicesegretario del nuovo Psi «Perchè ha sempre prediletto il calcio giocato e il bel gioco alle chiacchiere da salotto». Craxi rammenta i rapporti sinceri, frequenti ed amichevoli intrattenuti con colui che ricorda essenzialmente come «Un grande allenatore della nazionale tunisina e un ambasciatore del nostro calcio all’estero».
Anche il Consiglio regionale, su iniziativa del suo presidente Giacomo Ronzitti, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di questo «Grande tecnico che è morto proprio mentre ancora parlava con grandissima passione della sua squadra del cuore», osservando, ieri mattina, un minuto di silenzio.
Il capogruppo di Alleanza Nazionale Gianni Plinio, nell’esprimere il proprio rammarico per la repentina scomparsa di Franco Scoglio, ricorda di quando, durante una trasmissione sportiva di qualche tempo fa, ebbe modo di manifestargli la sua stima personale auspicando per lui una panchina blucerchiata. E se il cuore del professore resse indenne a un così duro colpo, doveva essere ancora molto forte.