L’addio è un diritto? La maggioranza dice sì

Un dibattito intenso, che smuove passioni profonde, quello che ha preso il via sul sito de ilGiornale.it e sulle nostre pagine Facebook. I dati del sondaggio, lanciato dal video-editoriale di Stenio Solinas, dicono che il 66% dei nostri lettori condivide la possibilità di rinunciare alla vita in casi estremi come per quello di Mario Monicelli. Un terzo resta contrario, convinto del fatto che la disponibilità di determinare il proprio destino non spetti direttamente all’uomo. Ma tanti vorrebbero silenzio e rispetto per il regista, che, scrive Dondolino, «se la vedrà da solo con il Signore». E a chi vuole allargare il discorso alla regolamentazione del fine-vita molti si oppongono. «Una scelta intima, personale, terribile, in certe condizioni va capita - sostiene Pino d. - Non regolamentata». Secondo Francesco Pisano «è stata una scelta non facile... Io non condivido, ma non giudico».

Ma c’è chi non ci sta. «Di stoico in questa scelta non c’è proprio nulla» dice Valeriobio64. Marek scrive che «il valore e la bellezza della vita consistono non solo nei piaceri e nella salute, ma anche nel soffrire e nella malattia». Quovadis è profetico: «Ma si rendono conto questi presuntuosi e superbi che non hanno il potere neanche di rendere bianco uno dei loro capelli?!». Con Damiano Romanelli che avverte: «Bisogna sapere anche morire, non solo vivere». E Joy Adream aggiunge: «Non è detto che essere grandi geni artistici debba corrispondere a essere maestri di vita o esempi da seguire».
Molti i messaggi di affetto e di comprensione per Monicelli. «Anche io, arrivato al punto di non ritorno vorrei trovare la forza di fare come lui, ma non è una cosa facile» riconosce Mariolino50. Yurissg la vede così: «Si è domandato perché soffrire per niente? E si è dato una risposta coerente con le sue idee».

Sulla stessa linea anche Manuela1: «Al suo posto vorrei avere la forza o la debolezza di fare la stessa cosa». Andrea si chiede: «Quanto dolore c’è voluto per dargli la forza di volare via?». E Francesco Doro sottolinea: «Monicelli ha potuto scegliere». Ornella Ferrarese pensa che un uomo sia padrone della sua vita «nel momento in cui, alla fine della sua vita, capisce e sa con certezza che ha dato tutto quello che poteva e preso tutto quello che gli spettava». «Se la scelta di morire è libera e consapevole - chiude Marco V. -, allora deve essere accettata».