L’addio a don Nando, «papà» dei meno fortunati

Angelo Coriandolo

Rintoccano tristi le campane della Cattedrale di Nostra Signora dell'Orto di Chiavari, già stipata di fedeli, alle 14 e 30 di ieri, per l'estremo saluto, a don Nando Negri che di quell'opera diocesana è stato padre e che proprio da questo Duomo, tre giorni prima della fine della seconda guerra mondiale, iniziò un'indimenticabile servizio pastorale proseguito per tre generazioni, a favore dei ragazzi meno fortunati e dei bisognosi. Un flusso ininterrotto di persone di ogni età aveva già affollato il Centro di San Salvatore di Cogorno per un saluto a colui che moltissimi nel Tigullio avvertono come un padre. Per l’ingresso in Cattedrale il feretro è sorretto da alcuni stretti collaboratori di don Nando e seguito da successore designato, padre Rinaldo Rocca, vicepresidente dell'Opera Diocesana Madonna dei Bambini-Villaggio del Ragazzo. La parte sinistra della navata centrale è affollata di gonfaloni, numerose le autorità civili, militari, istituzionali presenti: sindaci del Comprensorio, esponenti del consiglio provinciale e regionale, parlamentari, rappresentanti del mondo sportivo. Insieme a loro centinaia di fedeli. Spiccano i giovanissimi calciatori del Villaggio Calcio nelle loro divise rosso vivo. Le prime file sono occupate da decine di sacerdoti concelebranti, accanto a loro un settore è riservato ai disabili, che con don Nando da sempre hanno avuto un profondo legame di amicizia, confermato dalla decisione di devolvere le offerte della Messa alla Caritas Diocesana. Alle 15 l'ingresso del corteo dei celebranti, guidato dai tre Vescovi che negli ultimi 36 anni si sono succeduti alla testa della diocesi: Daniele Ferrari, oggi Vescovo Emerito; Alberto Maria Careggio, dal 2004 Vescovo di Ventimiglia Sanremo;Alberto Tanasini, da due anni pastore della diocesi di Chiavari. Il culmine della commozione quando padre Rocca ripercorre la vicenda di don Nando, l’ottobre del 1946, l’accoglienza ai primi 25 ragazzi abbandonati. L’eredità di oggi è un Villaggio divenuto una costellazione di solidarietà che si dilata in quattro strutture nel Tigullio: Centro di formazione professionale a San Salvatore di Cogorno, Centro polifunzionale «Benedetto Acquarone» e Centro Chiarella a Chiavari, Centro Titti Costa Zenoglio a Castiglione Chiavarese. Alcuni l'hanno chiamata «la frontiera della carità».