L’addio a Pascale Voleva cablare l’Italia con 12mila miliardi

Maddalena Camera

da Milano

È scomparso a Roma Ernesto Pascale, ex amministratore delegato della Stet e presidente della Sip.
Era nato nella capitale nel 1934, 71 anni fa. Poi, nel ’57, la laurea in legge quando già da un anno lavorava in Stet. Nella società pubblica percorre tutti i gradini della scala gerarchica fino ad approdare nell’83 alla nomina di amministratore delegato di Italcable. Nel ’91 diventa presidente della Sip e nel ’94 amministratore delegato di Stet che dopo la fusione con Sip, Italcable, Telespazio, diventò, nel 1997, Telecom Italia.
Pascale era tanto alto, quasi due metri, quanto potente e democristiano, vicino a Gava e ai dorotei. Pascale era insomma un capitano di lungo corso dell’industria pubblica che diceva di avere a cuore l’ammodernamento del Paese. Per questo, ma anche per creare posti di lavoro soprattutto al Sud, tanto che Bari e Palermo furono (per un certo periodo) le città più cablate d’Italia, «inventò» la rete Socrate. Un costosissimo progetto, da oltre 12mila miliardi di vecchie lire, che doveva portare la tv via cavo (ancora non si parlava di banda larga e Internet era solo agli esordi) in tutte le case d’Italia. Secondo uno che se ne intende, Vito Gamberale, che ha lanciato in Italia le carte prepagate quando era amministratore delegato di Tim, Pascale è stato il più grande manager delle tlc in Europa. «Quando British Telecom o Deutsche Telekom - ha spiegato Gamberale, oggi amministratore delegato di Autostrade - facevano operazioni strampalate di fusioni pan-europee per le utenze business, e in Italia Sip e Telecom venivano criticate di non fare altrettanto, Pascale ebbe il coraggio di resistere, preconizzando il fallimento di quelle associazioni transnazionali. Cosa poi avvenuta».
Sul progetto Socrate non ebbe altrettanta fortuna, anche perché la tecnologia, che oggi consente di trasformare un normale doppino in rame in una rete a banda larga, ha reso inutile il costoso cablaggio delle città con le reti in fibra ottica. Gamberale però difende anche quell’iniziativa: «Pascale ebbe il coraggio di proporre al Paese Socrate, una strategia che avrebbe posto l’Italia all’avanguardia nella cablatura. Fu bloccato dalle solite forze conservatrici, a volte travestite da progressiste». Con la privatizzazione di Telecom nel 1997 Socrate naufragò e cominciò il lento ma inesorabile processo di liberalizzazione delle tlc in Europa. La vittoria elettorale del centrosinistra esautorò il manager che, insieme al presidente di Stet Biagio Agnes diede le dimissioni dalla società. Era il 24 gennaio del 1997. Da quel momento Pascale si dedicò a una intensa attività di consulenza, naturalmente nell’ambito delle tlc. Con l'ex direttore del personale di Telecom, Luciano Scalia, ha creato la Compagnia Mercantile, società con un miliardo di vecchie lire di capitale sociale. E si è aggiudicato il 50% di Trust Italia. Ma la sua vera passione era la pittura: amava firmare i suoi quadri con lo pseudonimo di Paracelso.