L’adunata delle curve sul web: «Domenica sarà un inferno»

Ferma la serie A, i teppisti potrebbero riversarsi ad Ancona per il derby con l’Ascoli. La tifoseria di casa annuncia su internet l’arrivo dei gruppi gemellati: «Verranno da Genova, Napoli e Cosenza. Preparatevi...»

Un’altra «maledetta» domenica di calcio ci attende. Gli ultras, infatti, non desistono: sono pronti a portare di nuovo allo stadio e in città gli scontri, la distruzione, il caos. Nemmeno il rinnovato pugno duro del governo sembra far loro paura.
L’appuntamento si fissa in Internet o addirittura via telefonino. Luogo, ora, numero dei partecipanti alla rissa. Tutto organizzato nei minimi dettagli e di comune accordo, come si fa tra amiconi che organizzano una partita di calcetto per la sera dopo. I tifosi in trasferta decidono i tempi, i locali fanno gli onori di casa facendosi trovare pronti allo scontro «a mani nude dove e quando volete», come recita il motto dell’ultrà doc.
Basta leggere in Internet i loro propositi per il prossimo week end dell’Italia pallonara. Se le provocazioni sul web sono l’anticamera delle botte, allora dovremmo drizzare le orecchie già per quanto potrebbe capitare dopodomani. La serie A è ferma per la Nazionale, ma i tifosi non se ne stanno per niente tranquilli. Ci sono i campionati minori dove sfogarsi. E guardacaso c’è il derby marchigiano Ancona-Ascoli: un pericoloso incrocio, con un passato turbolento alle spalle. Benché giudicata una partita «a rischio» dall’Osservatorio, il Viminale ha pensato bene di non prendere provvedimenti per la gara del Conero.
Due città vicine, due tifoserie rivali. Le cronache degli anni ’90 riportano una serie di incidenti ogniqualvolta i supporter delle due squadre si sono trovati di fronte. Seggiolini delle tribune dati alle fiamme, autovetture bruciate, un pullman divelto, i vetri del deposito della Protezione civile della Regione in frantumi. E poi gli scontri, le botte fra le rispettive curve, le sassaiole già al casello dell’autostrada.
In questi giorni di vigilia, nonostante il dito puntato contro il mondo ultrà, sono partite le prime schermaglie su Internet. Nei forum dedicati agli ultras (vivereultras, tifonet...) e perfino su Youtube. Nei commenti sotto i video delle risse fra le due curve, arrivano le prime minacce. Come quelle di World19751975, ascolano: «Quest’anno sono di nuovo botte per voi». Risponde Ankondorica1905, tifoso biancorosso: «Io aspetto il 31 gennaio 2009 (data della gara di ritorno ad Ascoli ndr): vi smontiamo il paesello». Lorekamo avverte: «Domenica in città è aperta la caccia al Piceno».
Ma il pericolo è che al Conero si possano infiltrare gruppi ultras di altre squadre. La tifoseria dell’Ancona è infatti gemellata con quelle di Genoa, Napoli e Cosenza. Un’amicizia così forte da portare sette tifosi dorici a partecipare agli scontri avvenuti prima dell’amichevole tra Cosenza e Siena a Norcia, lo scorso 3 agosto. Scontri terminati con l’annullamento della gara e il ferimento di un carabiniere. I sette anconetani sono stati individuati dalla Digos mentre davano man forte agli ultras calabresi. Logico aspettarsi il ricambio del favore in un appuntamento così importante come il derby contro gli odiati ascolani: anche perché i cosentini non potranno seguire la squadra del cuore, visto che la loro trasferta sul campo della Vibonese di domenica è stata vietata dal Viminale. Sui tifosi napoletani, che domenica saranno liberi data la sosta in serie A, sappiamo già tutto dopo i brutti episodi di Roma. E non scherzano nemmeno i genoani, tanto che il Viminale ha dovuto proibire ai tifosi del Milan la trasferta al Marassi per il secondo anno consecutivo. Troppo pericolosa.
E così tre delle curve più «cattive» d’Italia potrebbero riunirsi tutte ad Ancona domenica. Un’eventualità cui credono anche i tifosi ascolani. «Arriviamo noi e dovete chiedere aiuto a genoani, cosentini e napoletani. Avete paura, eh?», scrive Cheefjoseph. Risponde Cuorebiancorosso. «Verranno da Genova, Napoli e Cosenza. Preparatevi...». Solo «spacconate» su Internet? Ma visti i precedenti c’è poco da star tranquilli.