L’aereo cambia rotta e «bombarda» di rumore il ponente

I cittadini di Prà si lamentano e il Comune promette di rivolgersi all’ente aeronautico di regolamentazione del traffico

(...) l'ente nazionale per l'aviazione civile, per verificare se ci sia stato o meno un effettivo «cambio di rotta» sopra Genova.
Chi è del mestiere, punta il dito contro il vento forte che molto spesso batte sulla città e che, altrettanto spesso e volentieri, proviene dal mare. Lo Scirocco, infatti, obbliga gli aerei ad atterrare in senso contrario rispetto alle classiche manovre: invece di scendere sulla linea da Portofino a Voltri, il mezzo, una volta giunto in prossimità del Cristoforo Colombo, è costretto a girare su se stesso e atterrare da Voltri. Stessa cosa vale per il decollo, operazione assai rumorosa. «Noi non ne possiamo più - ha tuonato il consigliere Arcadio Nacini -, il Comune deve intervenire, non solo per il rumore ma anche per la sicurezza dei cittadini. Le nuove rotte sono troppo vicine all'abitato». A questo proposito, in attesa di chiarimenti, l'assessore ha specificato che sarà fatto il punto della situazione anche per quanto riguarda i gabbiani, che spesso hanno creato problemi ai voli. Una vecchia frequentazione del Colombo: attirati dal caldo dell'asfalto, trovano sulle piste il posto ideale per «riposarsi» dopo una scorpacciata a Scarpino, la discarica della città, che si trova proprio sul monte alle spalle dell'aeroporto. Un batter d'ali, appunto, in linea d'aria. La direzione del Cristoforo Colombo applica già diverse contromisure per limitare il transito dei volatili nella sua area, essenzialmente sistemi di disturbo acustico. «Forse - ha detto l'assessore Scidone - si potrebbe pensare anche a una campagna di sterilizzazione degli animali presenti in città, per limitarne il numero».
Secondo gli accordi presi con il consiglio, tra un mese l'assessore tornerà in aula rossa con i risultati dell'incontro con Enac. E un altro incontro dovrà avvenire a breve tra il vicesindaco Paolo Pissarello e la società Autostrade. Il punto su cui dibattere sarà la galleria di Monte Gallino, sulla A7, che ormai da tempo sta come lentamente sprofondando, complica la falda acquifera sotto la superficie. Vista l'importanza dell'intervento, che dovrà essere radicale, Autostrade aveva ipotizzato la serrata completa della galleria, notte e giorno. «Non possiamo permetterci una chiusura a oltranza dell'autostrada - dice l'assessore alla pianificazione della mobilità - : si paralizzerebbe la città, soprattutto adesso che stiamo avviando i lavori su Lungomare Canepa». L'assessore ha fatto presente che ci sono diverse questioni ancora irrisolte con Autostrade: tutto il nodo di Genova sarebbe da prendere in esame e con questo, in particolare, il nodo di San Benigno. «Quello nella galleria è un intervento che andrà comunque fatto - spiega Pissarello - ma dobbiamo prima finire gli interventi strutturali sui quali il Comune ha investito tanto, poi si passerà a Monte Galletto». L'impressione è che quella con Autostrade sia una partita ancora tutta da giocare.