L’aeroporto in mano ai soliti «furbi»

Marzio Fianese

Stenta ancora a decollare il nuovo protocollo d’intesa siglato in Prefettura il 29 marzo scorso, tra le amministrazioni, Aeroporti di Roma, la società di gestione e gli enti interessati, documento che sanciva una serie di provvedimenti mirati a reprimere il fenomeno dell’abusivismo dei taxi all’aeroporto di Fiumicino. A sette giorni di distanza dall’applicazione della nuova ordinanza aeroportuale che dovrebbe (in questo caso il condizionale è d’obbligo), regolamentare il servizio dei taxi nello scalo romano, sta funzionando ancora a singhiozzo. Con la conseguenza che i taxi che dal Polmone si devono recare fino ai terminal per accogliere i passeggeri in attesa, impiegano ancora troppo tempo nel lasso tra quando avviene l’effettiva chiamata e il loro effettivo arrivo ai terminal; con la diretta conseguenza che le attese per i passeggeri sono a dir poco estenuanti - anche fino a un’ora - prima che riescano a salire su un’auto bianca per raggiungere la destinazione. Senza contare le interminabili code di taxi che si apprestano a incanalarsi nella corsia di accosto in corrispondenza dei terminal B e C, rispettivamente dei voli europei e internazionali, e che inevitabilmente creano un caos alla viabilità. È qui, infatti che, proprio con lo scopo di controllare meglio le corse, dopo la ratifica del protocollo, è stata ridotta da due a una la corsia.
E proprio qui nei giorni scorsi qualche «furbo» (i sospetti degli investigatori cadono sugli abusivi e sulla combriccola di tassisti disonesti), ha pensato bene di danneggiare una delle due sbarre di ingresso dalle quali i taxi normalmente accedono. Probabilmente lo scopo era quello di creare ancora più scompiglio. E la bravata è riuscita bene, perché anche ieri puntualmente nella prima e a metà mattinata, ovvero le ore di maggiore afflusso di passeggeri in arrivo, si sono create file lunghissime di taxi, ma anche di tante persone che attendevano invano l’arrivo delle auto con conducente. Questo fino a quando non sono arrivati i tecnici della Prosecur, la società che gestisce il sistema di corse dei taxi, per riparare la sbarra. In questa bolgia da Inferno dantesco come al solito chi ci ha guadagnato sono stati gli abusivi in cerca di turisti da truffare, e una storica combriccola di auto bianche ben nota alle forze dell’ordine.
Sarebbe la stessa «squadraccia» che ogni giorno non rispetta le file, che si divide le corse più convenienti e che spesso rifiuta persino le corse regolari, quando queste non vengono ritenute «appetibili». Anche per questo motivo ieri la polizia e i vigili urbani di Fiumicino, supportati dai loro colleghi del Git di Roma e dagli addetti alla sicurezza della Prosecur, per cercare di arginare i disagi e le liti avvenute tra alcuni tassisti e gli abusivi che cercavano di introdursi illegalmente tra le corsie, ha potenziato i controlli soprattutto nei settori delle corsie di accosto dei terminal B e C. Ma non sono stati certo sufficienti a tenere sotto controllo tutte le centinaia di auto bianche che si apprestavano a svolgere il servizio. «Quello che bisogna comprendere - si è sfogato così ieri un tassista - è che qui non ci sono solo abusivi e delinquenti, ma anche padri di famiglia e persone che cercano di guadagnarsi onestamente il “pane”. È ormai chiaro a tutti che questi disagi voluti piuttosto fanno comodo a qualcuno che continua a fare affari d’oro a spese nostre. Bisogna dirlo anche al prefetto di Roma Serra».