L’aeroporto va difeso. Ecco perché

da Milano

Secondo le indiscrezioni fin qui trapelate - ricordiamo che il ridimensionamento di Alitalia a Malpensa non è stato ufficialmente dettagliato - lo scalo lombardo perderà 17 destinazioni intercontinentali e quasi un centinaio di voli di breve e medio raggio. In alcuni casi, ma non tutti, i collegamenti saranno effettuati da altre compagnie. Alitalia continuerà a servire da Malpensa solo tre destinazioni intercontinentali: New York, Tokio e San Paolo. Definitivamente cancellate dal network di Alitalia le destinazioni per Cina e India: proprio i voli verso le più attuali tra le economie emergenti provocavano perdite all’Alitalia per 30 milioni, per ammissione della stessa compagnia; i voli su Malpensa al servizio degli intercontinentali - che connotano un aeroporto come hub - provocavano perdite per 150-200 milioni.
La perdita del Pil. Ma qual è l’impatto economico, per il sistema-Italia e per il Nord in particolare, del ridimensionamento di Malpensa? Due studi elaborati in tempi diversi da Crmt-Liuc (1999) e Studio Ambrosetti (2007) danno risposte agghiaccianti: il Crmt stimava perdite di 10,6 miliardi fino al 2015: Ambrosetti 9,3 miliardi al 2015 e 18,5 al 2020. Il tutto deriva dalla mancanza di un’adeguata connettività delle attività economiche del Nord con i Paesi principali partner commerciali. I dati sono riferiti dall’assessore ai Trasporti della giunta di Roberto Formigoni, Raffaele Cattaneo.
Mancate entrate fiscali. Per il fisco si tratta di un mancato introito di 600 milioni all’anno al 2015, qualcosa come 4,5 miliardi (elaborazione su dati Ocse 2007, che stima una pressione fiscale media in Italia al 42,7%.
Impatto socio-economico. Proprio ieri la Sea ha «lasciato a casa» 87 lavoratori assunti a Malpensa con contratti interinali. È un primo segnale allarmante. Prima dell’apertura del nuovo aeroporto, Malpensa dava direttamente e indirettamente lavoro a 13.385 addetti e attivava una produzione di oltre un milione di euro. Nel 2005 il nuovo aeroporto aveva già raggiunto uno sviluppo tale da dare occupazione a 76.698 addetti, per una produzione di oltre 5,5 milioni. Il drastico ridimensionamento previsto dal piano Alitalia potrebbe fare perdere gran parte di questo sviluppo, con conseguenze drammatiche. Il piano comprometterebbe anche lo sviluppo futuro: se Malpensa fosse messa in condizione di servire pienamente il suo mercato, arriverebbe nel 2015 a dare occupazione diretta, indiretta e indotta a circa 120mila addetti, attivando una produzione di 8,9 milioni di euro.
Ammortizzatori sociali. Il costo pubblico per persona in cassa integrazione, in mobilità o licenziato è stimato fino a un massimo di 1.617 euro al mese, per un totale di 19.404 euro per persona (dati Inps 2007). I 7.500 esuberi stimati provocherebbero un costo di circa 145 milioni all’anno.