L’afa non dà tregua, sale l’ozono Oggi in città 36 gradi, domani 38

Giacomo Susca

Caldo africano a Milano. Ieri, alle 14, la colonnina indicava 33 gradi, ma sulla pelle se ne avvertivano 35 per via dell’umidità, pari al 45-50%. A sentire il centro Epson oggi andrà anche peggio, con punte di 37 gradi tra l’asfalto e il cemento del centro cittadino. E non è ancora abbastanza. Le previsioni per il weekend indicano nella giornata di domani l’apice della calura, con il termometro che schizzerà fino a 38 gradi percepiti. In sostanza, «la situazione non dovrebbe cambiare di molto fino a martedì», spiegano gli esperti. Intanto, secondo giorno consecutivo di stato di «pre-allarme» per la Protezione civile, un gradino sotto i massimi della scala.
Le condizioni di stabilità, poi, contribuiscono a determinare un aumento delle sostanze inquinanti nell’aria, tra cui le famigerate polveri sottili, mentre sono previsti ulteriori incrementi di ozono dovuti all’interazione dei raggi solari con gli scarichi delle automobili. Senza considerare la siccità, che continua a minacciare le risorse idriche della regione. Una combinazione di fattori, insomma, che porta su Milano e dintorni un’autentica cappa di afa e calore. Un «forno» da cui, chi può, scappa mettendosi in viaggio per le «sudate» - è il caso dirlo - ferie estive o improvvisando una gita, magari verso le fresche località di montagna. Per chi rimane in città, invece, gira a pieno ritmo il «piano anti-caldo» predisposto dall’Asl. Attivo il numero verde 800.293.464, da chiamare in caso di disagi o per ottenere consigli utili in modo da prevenire malori. Come, ad esempio, evitare cibi pesanti o bevande gassate; molto meglio consumare frutta e verdura, pesce e gelati.
Le ultime temperature record hanno provocato problemi non soltanto alle persone ma pure a tanti animali domestici e persino alle mucche. La Coldiretti fa sapere che si è avuto un calo del 20% nella produzione di latte, con un danno che supera i 50mila euro al giorno. Motivo in più per sperare in una tregua.