L’Affi scrive al sindaco: «Smentisca la Tarzia»

L’ex esponente Udc ora all’Unione non piace all’associazione femminista: «Un’idea di famiglia inaccettabile»

La presidenza dell’Affi, federazione che raggruppa la maggioranza delle associazioni della Casa delle donne di Roma, ha scritto a Veltroni per chiedere una smentita di quanto afferma Olimpia Tarzia, cioè di aver ricevuto una lettera nella quale il sindaco dichiara di condividere la sua visione della famiglia e i suoi valori, e le chiede pertanto di voler collaborare al progetto politico della giunta capitolina». «La Tarzia - ricorda l’Affi in “Avviso alle naviganti”, il foglio di informazione online della Casa delle donne - è l’esponente romana del Movimento per la vita e responsabile dei servizi sociali nella giunta del centrodestra, che ha firmato la legge della giunta Storace che sostanzialmente mirava a distruggere le premesse culturali dei consultori familiari e a consegnarli al controllo ideologico delle gerarchie cattoliche».
«Moltissime donne attive nei consultori e nella città, le responsabili dei servizi, la stessa Consulta permanente cittadina dei consultori familiari del comune di Roma - scrive l’Affi a Veltroni - hanno espresso la loro indignazione e si sono unite a questa richiesta di chiarimento».
Per l’associazione femminista, se il fatto fosse vero, sarebbe «un ulteriore cedimento alla presenza già troppo invadente e prepotente delle gerarchie vaticane, un’offesa alle donne laiche democratiche e alla nostra storia politica, una incomprensione seria delle premesse di reciproca lealtà su cui si dovrebbe basare il nostro rapporto con l’amministrazione capitolina».
Dopo aver denunciato anche il «caldo abbraccio elettorale con esponenti dell’Opus Dei» l’Affi conclude la lettera dicendo: «Caro sindaco, il consenso non si rincorre: si costruisce con il rispetto e il riconoscimento della soggettività e dell’intelligenza delle donne e degli uomini della città».