L’affondo: canone libero da abolire

da Roma

Casa, amara casa. In attesa di sapere se - o meglio, quando - aumenteranno gli estimi catastali in modo da fornire ai Comuni più gettito Ici, l’ala sinistra della maggioranza si occupa anche degli affitti. Con un duplice obiettivo: scardinare l’attuale normativa, che concede la stipula di contratti a canone di mercato, purché la durata della locazione sia di quattro anni più quattro; e rendere impossibili gli sfratti per finita locazione.
Nei giorni scorsi è stata presentata alla Camera una proposta di legge (la numero 1082) - primo firmatario il capogruppo di Rifondazione comunista, Gennaro Migliore - dal titolo molto chiaro: «Nuova disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili ad uso abitativo». In breve, il provvedimento intende rivoluzionare la normativa attualmente in vigore, che pure risale a un governo di centrosinistra, quello guidato da Massimo D’Alema. Rifondazione vorrebbe infatti cancellare la fattispecie contrattuale che in questi anni è stata la più in uso: canone libero, concordato fra proprietario e inquilino, purché la durata del contratto sia di otto anni (quattro più quattro di rinnovo). La «legge Zagatti», ora in vigore, prevede anche una seconda possibilità, il cosiddetto «canale agevolato»: i canoni d’affitto vengono definiti in base ad accordi fra le associazioni degli inquilini e quelle dei proprietari; e in cambio di un affitto normalmente più basso di quello di mercato, al propretario sono concessi benefici fiscali.
Migliore e gli altri firmatari della nuova proposta di legge vogliono che venga abolito il canale libero e rimanga solo il canale agevolato: in pratica, è il ritorno al mercato controllato, che in molti casi è persino peggio del vecchio «equo canone». Si tratta, del resto, di un progetto che da tempo il Sunia - il sindacato degli inquilini vicino ai Ds - porta avanti. Ma non solo. La proposta di legge di Rifondazione prevede il «superamento dell’istituto dello sfratto per finita locazione», con l’introduzione di fatto dell’affitto infinito. Un analogo provvedimento («Nuova disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo, e modifiche della legge 9 dicembre 1998, n. 431») è stato presentato il 12 giugno scorso da Rifondazione comunista al Senato, primo firmatario il capogruppo Giovanni Russo Spena.
Quanto alla rivalutazione degli estimi, il governo ci sta pensando seriamente. Estimi più elevati significano più Ici nelle casse dei Comuni, e più Irpef (per quanto riguarda le seconde case) per l’Erario. E poco importa se un incremento generalizzato degli estimi contraddice il programma dell’Unione, che prevedeva una modifica degli estimi, ma solo di quelli non corrispondenti alla realtà di mercato. L’aumento generalizzato è esattamente il contrario: non attenua i divari, anzi li esalta.