L’affondo del Polo sul ministro: "Sono lacrime di coccodrillo"

Maurizio Gasparri: "Il governo Prodi favorisce il crimine e si fa sostenere da gente come Caruso". Adolfo Urso: "Giusto intervento, ma ora Mastella faccia mea culpa sul perdonismo del governo"

da Roma

Lacrime di coccodrillo quelle del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che invoca un rigore che lui stesso non ha saputo né voluto applicare. Il centrodestra mette sotto accusa il Guardasigilli promotore di quell’indulto che ha provocato un’impennata di criminalità ed un clima di generale impunità nel quale persino gli autori d’omicidio non finiscono in carcere.
Durissimo Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale. «Il governo Prodi è una vergogna. Ha favorito il crimine e si fa sostenere in Parlamento da gente come Caruso», dice l’ex ministro delle Comunicazioni che si chiede pure: «Quando a ottobre avremo l’ennesimo corteo con ministri alla testa e slogan tipo “dieci cento mille Nassirya o Biagi assassino” Di Pietro, Mastella e company faranno finta di nulla pur di rimanere sul seggiolone?».
Nessuno aspira alla «giustizia del popolo» ma «a tutto vi è un limite», sottolinea Francesco Giro di Forza Italia. «Se i giudici compiono errori macroscopici come quello di non gettare in galera il pluriomicida folle di Sanremo che circola e uccide ancora, o il piromane colto in flagranza libero di incendiare ancora, allora il popolo fa bene a protestare con forza - dice Giro - altrimenti non si comprenderebbe perché dovrebbe continuare a votare e a votarci». Inaccettabile dunque per l’azzurro che si lasci in giro «un brutale assassino o un piromane incendiario». Anche le leggi «devono essere interpretate e applicate per metterli in galera e non per farli circolare tra la gente perbene». Giro poi osserva come da un lato in Italia si esalti la linea del rigore scelta dal presidente francese Nicolas Sarkozy ma poi invece si tutelino «gli assassini mettendo addirittura in discussione la pena dell’ergastolo e dimenticando gli innocenti».
E contro la logica dell’indulgenza si scaglia pure Adolfo Urso di Alleanza nazionale. «Il ministro Mastella ha fatto bene a intervenire sui casi di scarcerazioni facili ma dovrebbe fare anche mea culpa sulla politica del perdonismo e dell’indulto con cui ha caratterizzato la legislatura», dice Urso, che accusa la sinistra di aver completamente «fallito sul tema della sicurezza» mentre il governo Prodi «annaspa diviso tra chi si pente e insegue la destra e chi persevera nell’errore con atteggiamenti permissivi e lassisti che alimentano nei criminali la sensazione dell’impunità». Anche per Urso «la madre di tutti gli errori è stato l’indulto che ha realizzato la scarcerazione di massa: gli episodi di questi giorni sono il frutto della stessa logica».
E visto che il Guardasigilli ha evocato il modello «Colosseo» per dire che non si può far decidere al popolo della vita o della morte delle persone, Luca Volontè dell’Udc lo corregge pure su questo.
«Mastella forse scambia i giochi circensi,l’eventuale morte dei gladiatori e lo sterminio dei martiri cristiani con il sistema dei magistrati romani - ironizza Volontè -. Poco male, il ministro Guardasigilli prenda atto della parzialità e delle lacune di alcune norme e dei comportamenti di taluni magistrati».