L’Affresco può far sviluppare la nostra città

(...) Diciamo una buona volta: il re è nudo, e altrettanto nudi - di idee, di progetti, di Grandi Emozioni - sono i tanti vassalli, valvassini e valvassori.
Sa benissimo anche Lei, architetto, a chi mi riferisco: li conosce uno per uno, e spesso se li trova di prua a sbocconcellare tartine nei salotti, ma quasi mai di poppa quando c’è da regatare col mare grosso.
Se cambia il vento, anche grazie all’Affresco, i genovesi, anziché accalorarsi allo spasimo su valigette piene di soldi che viaggiano sull’asse Genova-Venezia, potranno vedere bagagli più pregiati che arrivano dal Far East, scalano il porto e portano sviluppo e occupazione.
Per questo ribadisco: ci ripensi, e gliela canti ancora, architetto. E soprattutto non molli. Magari mugugnando, ma gliene saremo grati.