L’Africa di Eugenio Bennato alla Tosse

Stasera Eugenio Bennato sarà in concerto al Teatro della Tosse. L'artista napoletano presenta il suo nuovo disco «Sponda Sud», uscito il 20 aprile. Prima del concerto, alle 17, Eugenio Bennato sarà anche ospite da Ricordi Media Store per uno showcase.
Questo lavoro è il frutto di numerosi viaggi e tournée nel mondo, durante i quali Eugenio Bennato ha confrontato le sue radici con le etnie di altri popoli lontani. «Questo nuovo lavoro - racconta il cantautore napoletano - è un prosieguo del percorso precedente, è un allargamento dell'orizzonte mediterraneo a più lontane latitudini, e in particolare alla intensa e misteriosa Africa, dove colloco una mitica sponda che custodisce la fonte di tutte le leggende, e il segreto di un suono battente primitivo che attraverso deserti e mari viaggia e si diffonde e arriva fino a noi, fino alle nostre sponde, che risuonano così di antiche tammorre e chitarre, nelle campagne ricche di arte e di cultura. Da Napoli al Gargano alla Calabria quelle voci quelle melodie e quei balli mi portano ad Algeri, a Orano a Casablanca, e poi più in là al Cairo, in Etiopia, in Mozambico. Ogni tappa è una scoperta e un riconoscimento, lungo il filo di un'emozione e di un'idea , in un percorso alternativo rispetto alla devastante logica del business e dell'appiattimento globalizzante, contro la quale silenziosamente combattono i tamburi di ogni villaggio».
Come nasce questa passione per le sonorità etniche?
«È una vocazione controccorrente che ho sempre avuto, fin da bambino volevo conoscere la cultura musicale in tutte le sue vesti. Sono partito dal rock e sono andato verso territori mai battuti».
Hai esplorato anche la musica d'autore italiana?
«Certo, a proposito, ho un bellissimo ricordo e un legame con Genova. Venivo spesso nella vostra città a trovare Fabrizio De André, condividevamo l'idea che la musica è sinonimo di radici, è il mezzo per ritrovare la nostra identità. Avevamo anche pensato ad un progetto "Le città di mare", intervenne anche Ivano Fossati; ma poi non se ne fece nulla».
Sei anche il fondatore del movimento Taranta Power.
«Volevo proporre il ritmo della Taranta rituale, attraverso nuove strade che sfruttassero diverse forme di creatività artistica dalla musica al cinema al teatro. Taranta Power è diventato anche la sintesi musicale di un movimento che segna una frattura con il passato modo d'intendere la musica popolare in Italia».