L’agente stakanovista e i ladri di doni

Ancora una volta lui, il solito poliziotto attivissimo sul fronte anticrimine anche quando non lavora, l’agente della Polmetro in servizio antiborseggio, Tropeano. L’uomo che riesce sempre a individuare e a catturare balordi venerdì pomeriggio ha preso un ladro di regali natalizi all’angolo di due strade del quadrilatero della moda, via Montenapoleone e via Sant’Andrea. A finire in manette stavolta è stato un kossovaro clandestino che aveva a proprio carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del 1994, mai eseguita.
Erano le 16 quando Tropeano ha notato un gruppo di quattro stranieri che si stavano scambiando i cappotti all’angolo tra le due centralissime strade. Un atteggiamento che ha insospettito il poliziotto, in quel momento fuori servizio. Di qui la decisione di pedinare il gruppetto che s’incamminava lungo la via Sant’Andrea.
Una mossa azzeccata. Tempo una manciata di secondi e Tropeano nota i quattro stranieri mettersi all’opera. Infatti li vede adocchiare una coppia che sta aiutando a scendere dalla macchina - una Range Rover con targa del principato di Monaco - i propri figli, due bambini piccoli.
Mentre i coniugi sono distratti i quattro balordi stranieri ci mettono un attimo ad approfittare della situazione: così afferrano i sacchetti con i regali di Natale appoggiati sul sedile posteriore della vettura (quello dove erano seduti i bambini) e scappano, correndo a tutta velocità in direzione di via della Spiga.
I ladri tentano di confondersi tra la folla degli acquisti natalizi, ma Tropeano - che ha assistito alla scena del furto senza perdersene nemmeno un attimo - li sta inseguendo e intanto chiama rinforzi telefonando al 113 con il cellulare.
I ladri sono veloci, ma l’agente della Polmetro non si fa scoraggiare e riesce a bloccarne uno, afferrandolo per le spalle.
Quando arrivano i colleghi poliziotti si scopre che l’uomo arrestato è un kosovaro di 38 anni, clandestino. Dopo una ricerca al terminale si nota che a carico dello straniero c’è un'ordinanza di sostituzione degli arresti domiciliari con quelli in carcere emessa dal tribunale di Milano nel 1994 e mai eseguita: prima di essere portato a San Vittore il kossovaro, infatti, aveva pensato bene di sparire.