L’aggressione di Borghezio svela la vera natura del popolo della pace

L’espressione di profonda inciviltà e di violenza, che emerge da questa vicenda, non è degna di un Paese civile. Chissà se gli “esuberanti” e “pieni di ideali” ragazzi (come qualcuno è solito definirli) avevano magari il braccialetto arcobaleno al polso o la bandierina della pace in tasca mentre scaricavano la loro “pacifica tolleranza” addosso all’onorevole Borghezio e alla sua scorta? Ciò che più di tutto mi inquieta è la mancanza di una chiara e perentoria condanna di questi gesti da parte di certi partiti politici, i quali, magari anche indirettamente, li fomentano con le loro quotidiane affermazioni di intolleranza politica. E l’atteggiamento dei mass-media, i quali hanno dedicato alla notizia servizi particolarmente sottotono, privi di adeguati commenti e relegati a una inconsueta brevità.
Chiudo con una provocazione: chissà se al posto dei “pacifici” no global ci fossero stati i ragazzi di Azione giovane o quelli di Forza Italia e al posto dell’onorevole Borghezio ci fosse stato Agnoletto, o il “pluralista” Santoro, o la signorina in chador alias Lilli Gruber, insigni colleghi europarlamentari di Borghezio, cosa sarebbe mai accaduto nel Parlamento europeo, nei Tg nazionali e di tutta Europa e sulla relativa stampa?