L’aggressore Cori a Livorno pro Tartaglia E lui: basta tv

«Tartaglia uno di noi», con questo insultante coretto, i tifosi del Livorno hanno accompagnato le gesta della loro squadra impegnata ieri contro la Sampdoria. Aficionados delle offese contro il premier, non certo amatissimo nella città toscana, gli hooligans granata hanno ieri interrotto i loro cori contro Berlusconi per inneggiare al suo attentatore del quale hanno invocato perfino l’acquisto. «Spinelli compraci Tartaglia» è stato infatti l’altro slogan intonato dai tifosi livornesi. Tartaglia, intanto, resta nel carcere di San Vittore a Milano dove è rinchiuso dalla sera di domenica scorsa. Ieri ha ricevuto la visita dell’europarlamentare pdl Mario Mauro, al quale ha detto: «D’ora in poi voglio vivere senza guardare la televisione». «Mi ha detto che quando uscirà dal carcere vuole una vita senza tv», ha confermato Mauro, spiegando che nel loro incontro non è stato fatto alcun accenno all’aggressione di cui Tartaglia si sarebbe comunque pentito «dopo aver capito che Berlusconi rappresenta l’istituzione votata dagli italiani».