L’agonia di Pré, ieri un’altra morte

L’hanno trovata ieri senza vita, con accanto alcune siringhe e una sostanza stupefacente, nella stanza dove alloggiava da qualche giorno: la donna, 35 anni, originaria di Torino, sarebbe morta, secondo quanto spiegato dalla polizia, per overdose, anche se gli inquirenti non lasciano nulla di intentato per eliminare qualsiasi dubbio sulla tragedia. A chiedere l'intervento del 113 sono stati gli stessi gestori dell'albergo che hanno trovato la cliente già cadavere. Le circostanze della morte e il quartiere in cui si è consumata questa ennesima tragedia richiamano ancora una volta l’attenzione sul dramma denunciato nei giorni scorsi dal parroco di San Sisto, don Rinaldo Resecco, che ha fatto appello alle autorità per mettere almeno un freno al degrado non più tollerabile della zona.
A raccogliere immediatamente l’appello sono stati il capogruppo di An in Regione Gianni Plinio e il presidente provinciale del partito Alfio Barbagallo che ieri hanno incontrato don Resecco in parrocchia «al fine di manifestargli - sottolineano i due esponenti politici - il massimo della solidarietà e garantire l’altrettanto massimo impegno, per far ripristinare condizioni di sicurezza per chi vive e lavora nella zona degradata di Pré».
Condivide «l’urlo di dolore di padre Rinaldo» anche Luciano Gandini, consigliere della circoscrizione Centro Est, secondo cui ci sono l’Associazione di cittadini «Via Prè, l’orgoglio di Genova», i comitati, i commercianti, le parrocchie che cercano di fare quello che possono. «Ma i residenti si sentono soli, abbandonati. Il governo del Comune deve smetterla di parlare di integrazione - conclude Gandini - con le fette di prosciutto negli occhi. Ci vuole tolleranza zero, altrimenti le urla di dolore come quelle di padre Rinaldo rischiano di far risuonare la propria eco in una landa desolata».