L’Agricole: sulla quota Intesa decidiamo noi

da Milano

Il Crédit Agricole non si cura dei paletti posti dall’Antitrust alla nascita di Intesa Sanpaolo. A tirare la stoccata è stato il direttore generale della Banque verte, Georges Pauget sottolineando che Parigi non si ritiene «obbligata» per motivi Antitrust a cedere in parte o in toto la propria partecipazione «finanziaria» in Intesa Sanpaolo (pari al 5,5% del capitale) e deciderà in autonomia cosa, se e come vendere. «Noi non abbiamo né abbiamo avuto relazioni con l’Antitrust italiano», ha detto Pauget aggiungendo di non conoscere gli accordi presi da Ca de’ Sass. «Posso solo dire - ha proseguito - che noi oggi siamo completamente fuori dagli organi» di vertice di Intesa. «Non abbiamo alcuna influenza sulla gestione, quindi non vedo qual è il problema per l’Antitrust». «Se un giorno decideremo di vendere lo faremo considerando solo le condizioni di mercato. Dobbiamo gestire questa partecipazione solo in funzione degli interessi della società, non possiamo essere obbligati a fare una cosa contro l’interesse della società», ha attaccato Pauget aggiungendo che in caso di vendita, Intesa sarà la prima a saperlo, «perché abbiamo alle spalle 18 anni di collaborazione, c’è rispetto reciproco e correttezza negli affari».
Pauget era a Milano per presentare il maxi-aumento di capitale con cui l’Agricole sta cercando di uscire dalle secche dei subprime. Il gruppo è concentrato sulla crescita interna e non intende correre per i 125 sportelli che Mps deve cedere in cambio di Antonveneta. «Non abbiamo interesse a comprare filiali separate, Parigi continuerà invece a investire sulla rete Cariparma e Friuladria».
Il banchiere ritiene infine probabile che l’attuale crisi finanziaria termini a fine 2009, quando ci saranno anche le condizioni per una nuova fase di consolidamento a livello europeo.