L’Aida appesa a un filo Le marionette dei Colla con finale a sorpresa

Matthias Pfaender

Sulle note della marcia trionfale dell'Aida, centinaia di personaggi marciano, affiancati da cavalli, cammelli, buoi ed elefanti, all'ombra di palazzi imponenti. Questa la magia del teatro marionettistico, della sua grandiosità racchiusa nelle ridotte dimensioni, della sua capacità di rappresentare i sentimenti attraverso visi scolpiti nel legno. Fino a domenica il Piccolo Teatro di Milano ospiterà la più importante realtà di questo genere teatrale: la Compagnia marionettistica Carlo Colla offrirà agli spettatori la straordinaria capacità espressiva delle sue marionette, manufatti di una fattura tale da essere di per sé stessi considerati piccole opere d’arte, adattata alla liriche dell’Aida. L’opera di Verdi rivivrà tramite i fili dei pupazzi di scena, che saranno manovrati dalle dita di dodici maestri burattinai sotto la regia di Eugenio Colla, il direttore artistico e discendente diretto di quel Carlo Colla che a metà dell'Ottocento fondò la compagnia.
Imperniato sull'edizione musicale del 1949, con Herva Nelli, Eva Gustavson e Richard Tucker nei ruoli principali per la direzione d’orchestra di Arturo Toscanini, lo spettacolo verrà presentato in un’edizione fedele alla tradizione ottocentesca, che prevede la presenza sia di parti cantate che di recitativo. La particolarità della rappresentazione, che coinvolge oltre duecento marionette, culmina nel sorprendente finale: un happy end in cui Aida e Radames provocano il crollo della cripta in cui sono rinchiusi e fuggono in barca sul Nilo incontro alla felicità. Stravolgere l’epilogo del melodramma verdiano: un lusso che solo il mondo delle marionette, a metà strada tra la fiaba e il reale, può permettersi.
Eugenio Colla, l’Aida ritorna in scena a Milano, dopo l'ultima apparizione del 2001.
«È un vero piacere tornare a lavorare al Piccolo, uno dei palcoscenici più importanti per noi; questo teatro è uno dei pochi in Italia a dedicare spazio a questo modo di far teatro. La tradizione marionettistica è un patrimonio culturale tutto italiano, che proprio l'Italia rischia di farsi scappare dalle dita».
Una tradizione italiana che spopola oltre confine.
«Esatto; e che all’estero cercano di riadattare ai propri miti e storie. Ci chiedono spesso di rappresentare testi tradizionali di altri paesi. Per esempio dal prossimo marzo saremo negli Stati Uniti, al Chicago Shakespeare Theatre, dove metteremo in scena il Macbeth, in una riduzione di Kate Buckley. Sarà uno spettacolo particolare, nel quale dei veri attori doneranno dal vivo la voce alle marionette, che nell’occasione avranno bocca e mani mobili per ottenere una maggiore gestualità tale da rendere il pathos delle situazioni drammatiche».