L’Aida tra le galassie diventa fantascienza

Una principessa «aliena», proveniente da una civiltà guerriera fiera ed aggressiva, è tenuta prigioniera su un pianeta ai confini della nostra galassia, a contatto ormai con una civiltà razionalizzata e meccanizzata, lontana anni luce dall'istinto quasi animale della sua gente: logorata da un conflitto straziante tra l'amore per il capitano «straniero» e il legame alla propria stirpe, tra cuore, dunque, e sangue; sconfitta da una forza oscura, l'implacabile gelosia di una donna rivale, è condannata all'ineluttabile verdetto delle stelle. Beh, non siamo certo abituati a pensare così «Aida», l'opera verdiana che la tradizione vuole ambientata nell'antico Egitto, e che per decenni abbiamo ammirato tra piramidi, sabbia e templi austeri. Non ultima la sontuosa lettura di Franco Zeffirelli che inaugurò il rinato Teatro Chiabrera nel novembre del 2005, proprio ad apertura della stagione lirica dell'Opera Giocosa.
Questa sera e domani, sempre alle 21.15, al Priamar di Savona (e di nuovo come inizio cartellone del Teatro di Tito Gallacci) vedremo invece un'Aida «cibernetica», con paesaggi stile Guerre Stellari e personaggi da «Pianeta delle Scimmie»; insomma, una versione che catapulta la vicenda quasi in un film di fantascienza. Nuovo allestimento del Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con il Teatro dell'Opera Giocosa di Savona, la Fondazione Teatro Coccia di Novara, l'Associazione Atto Primo Rimini in Musica, il Teatro Goldoni di Livorno, l'opera ha un'impostazione del tutto inedita. «Un'altra maniera per raccontare avvenimenti terrestri - dice il regista Ivan Stefanutti, che cura anche le scene e i costumi. Il mondo esotico ha cambiato sede. Non è più in oriente, nella Cina da favola o nell'antico Egitto. Oggi si trova nello spazio, dove le civiltà possono avere connotazioni paragonabili a quelle della terra ma con la possibilità di essere estremizzate, chiarendone gli aspetti senza dover incappare in limiti posti dalla precisione storica».
Un'interpretazione che può lasciare perplessi, ma che senza dubbio incuriosisce. Sul podio il maestro Giovanni Di Stefano alla guida dell'Orchestra Filarmonica Veneta «G. F. Malipiero»; Coro Lirico Città di Rimini «Amintore Galli» diretto da Matteo Salvemini.