L’ala mariniana della Margherita ha il mal di pancia sulla finanziaria

Se una fetta di Margherita, in particolare i «mariniani» che più di altri rivendicano la loro provenienza dalla vecchia Democrazia cristiana e hanno un ruolo centrale nella maggioranza di centrosinistra al Comune, alla Provincia e alla Regione, decide di riunirsi all’hotel Parco dei Principi per un incontro sul tema «C’è ancora la solidarietà?», bisogna chiedersi perché.
E se al convegno organizzato ieri dalla Cisl, dall’Associazione popolari del Lazio, dalla comunità di Sant’Egidio, si alternano relatori del calibro di Raffaele Bonanni, il segretario cislino, Andrea Riccardi presidente della Comunità di Sant’Egidio, Gabriele Mori, presidente dell’Associazione, con l’intervento previsto del presidente del Senato Franco Marini, è evidente che aumenta il malessere cattolico nell’Ulivo.
Malessere e critica viscerale ad esempio di fronte alla Finanziaria del governo Prodi. «La situazione che si è creata ha alimentato il velenoso sospetto - ha detto Gabriele Mori - che il potere statale con la recente campagna delle entrate abbia pensato a se stesso anziché puntare sullo sviluppo e sul benessere sociale. Si consolida l’impressione che la scelta sia: tasse per pagare il debito pubblico».
Le conseguenze sono «il malcontento degli elettori nei confronti della classe politica» e il pericolo di pregiudicare «la fragile ripresa in atto». Parole, insomma, che fanno un certo effetto dopo l’imponente manifestazione della Cdl di sabato scorso.
L’appello dunque è a costruire attorno alla «solidarietà sociale la nuova aggregazione di partito», indicando «nella riforma elettorale, nel mercato del lavoro, nella difesa dei diritti sociali i temi forti di confronto e di ampia convergenza». Quanto inciderà il «risveglio dc» sul Campidoglio, la Pisana e Palazzo Valentini, lo si vedrà nei prossimi mesi.