L’ala radicale: era ora ma non è una vendetta

E torna alla carica per la commissione d’inchiesta

Roma - Freme Vittorio Agnoletto: «Era ora! Avrebbe dovuto essere rimosso subito dopo il G8...». Esulta Manuela Palermi: «Altro che golpe! Finalmente uno dei presunti responsabili dei fatti di Genova è stato rimosso...». Incassato il bersaglio grosso, non tutti gli esponenti della Sinistra alternativa mostrano il fair play di Franco Giordano, nell’apprendere la caduta dell’«intoccabile» De Gennaro, capo della Polizia.

«Nessuna ritorsione - minimizza il segretario rifondatore, che nei giorni scorsi aveva chiesto la sua testa -. L’avvicendamento ai vertici della Polizia è un fatto naturale e di democrazia, dopo sette anni neanche il presidente della Repubblica resta in carica».

La linea di Rifondazione è comprensibilmente volta ad andare oltre la destituzione di De Gennaro. In ballo non c’è solo la carriera dell’uomo, quanto il comportamento della Polizia durante i disordini al G8 di Genova che costarono la vita del giovane Giuliani e i pestaggi alla caserma Diaz. «Dopo le dichiarazioni di esponenti della Polizia, saremmo oggettivamente, anche se involontariamente complici se non facessimo una commissione d’inchiesta parlamentare su quei fatti», insiste Giordano. Il momento è propizio: «Dobbiamo ora riproporre con forza l’istituzione della commissione d’inchiesta su Genova - dice il capogruppo al Senato, Giovanni Russo Spena -. L’avvicendamento di De Gennaro è un fatto positivo, deve avvenire subito ed è un provvedimento senza il trauma di rimozioni e con estremo equilibrio, forse persino eccessivo, da parte del governo. De Gennaro è indagato e attendiamo pazientemente l’esito delle indagini, ma la commissione d’inchiesta è prevista dal programma e non vediamo motivi d’opposizione a ciò, specie ora che, dopo sei anni, comincino a emergere alcune verità su quei drammatici eventi».

La richiesta di commissione d’inchiesta è fatta propria da tutti i gruppi della Sinistra alternativa, con il verde Paolo Cento e la comunista Palermi in testa. Il capogruppo verde alla Camera, Angelo Bonelli, se la prende anche con la Cdl per l’«allucinante cagnara» della Cdl a difesa di De Gennaro, mentre il leader verde Alfonso Pecoraro Scanio pone un altolà a Prodi su un avvicendamento non del tutto gradito alla Sinistra: «Chiederemo al premier di essere consultati anche noi, oltre all’opposizione sulla nomina del nuovo capo della Polizia», dice.

Danno voce ai sospetti due esponenti della cosiddetta «Sinistra critica», la componente trotzkista autosospesasi in Rifondazione: Gigi Malabarba e Franco Turigliatto vedono il rischio che, «al di là degli strepiti di destra e i distinguo di sinistra, tutti gradiscano la totale continuità dell’apparato di Ps con la probabile nomina del delfino Antonio Manganelli, che sarebbe davvero inquietante ed è il vero problema dell’oggi, con De Gennaro pronto a diventare il Negroponte italiano». Anche se, aggiungono, «il colpo all’immagine della Polizia» è di per sé «una buona notizia».