L’albergo ameno sulla riva del lago

Egregio dottor Lussana, passata l’estate tornano i ricordi delle vacanze. Quest’anno mi ero ripromesso fare delle ferie in un posto tranquillo: cartina geografica alla mano, altro che internet, la mia scelta cadde su un laghetto. Idro, tra il Garda e l’Iseo. Due o tre telefonate ed ecco tutto fatto. Giunto in treno a Brescia a pochi metri l’autostazione (ma a Genova esiste l’autostazione?) efficiente con personale cortesissimo, unico neo: un voce dall’altoparlante raccomandava tenere ben stretto il portafoglio per l’eventuale presenza di predatori. Giunto a Idro, l’edicola delle «streghe» accoglie il turista, tranquilli le streghe non ci sono ma all’ingresso una stregaccia credo in cartapesta che assomiglia tanto alla mia cara cognata c’è davvero. Dappertutto locandine con su scritto «salviamo il lago» pare che questa acqua faccia gola alle centrali e ai contadini. La Pieve, prima frazione di Idro mi accoglie così. L’albergo dove io ho prenotato si trova proprio lì. Il lago non lo vedo, mi dicono che noi siamo alla fine del lago ma bastano pochi passi per goderne al bellezza. Infatti una graziosa spiaggetta non lontana accoglie i turisti di Idro. Nelle bacheche posso leggere le disposizioni della Sindaca (così si firma lei). Nel centro storico un bel? fornaio,credo in cartapesta, avverte che nel negozio si vende pane fresco. Ritornando all’Hotel devo riconoscere la professionalità e la cortesia dei proprietari. Nell’opuscolo pubblicitario leggo che è stato costruito nel 1937 ed ha avuto sempre gli stessi proprietari, che l’apertura è annuale e che si accettano animali di piccola taglia. Anche Prodi potrebbe venire a ristorarsi, Telekom permettendo. Nel salire verso la mia camera un lume acceso in un ampio salone attira la mia attenzione, bene quello dovrebbe essere una specie di sala congressi in realtà è un vero e proprio museo storico. È interessantissimo. Non sto a descrivervi le meraviglie perché vi toglierei la sorpresa ma garantisco che merita essere visitato. La mia vacanza è stata gradevole i miei pranzetti non avevano nulla da invidiare a quelli fatti in gioventù al Midas di Roma, al Michelangelo di Milano al Leonardo di Cormano, un periodo piacevole e son convinto che se il Giornale si darà da fare potrà ottenere dai signori proprietari dell’Hotel Milano sconti speciali per i suoi lettori.