L’Alfa Giulietta dà il via alle sinergie con Chrysler

nostro inviato a Balocco (Vercelli)

Il lancio imminente della nuova Alfa Romeo Giulietta (anteprima mondiale ai primi di marzo al Salone di Ginevra e vendite al pubblico dalla fine di aprile) è vissuto in casa Fiat come l’inizio di un nuovo corso industriale. Il modello, che sarà prodotto a Cassino (Frosinone), inaugura la nuova piattaforma «Compact» del gruppo italiano e, di fatto, manda in pensione l’architettura che ha generato le Fiat Stilo e Bravo, nonché la Lancia Delta. La piattaforma «Compact», che gli ingegneri torinesi definiscono «un punto di rottura con il passato» darà origine, insieme alla Giulietta, alle future vetture del segmento C, il più importante a livello europeo (vale tre milioni di unità l’anno) e nel quale, da anni, la Fiat fatica a imporsi. Nel progettare la «Compact» gli ingegneri di Mirafiori hanno badato soprattutto a rendere la struttura versatile, ovvero impiegabile anche nello sviluppo di modelli di dimensioni più generose, con un passo anche di 2.780 millimetri, e utilizzabile anche per i futuri sport utility (quindi a trazione integrale, da anni punto di debolezza del gruppo) o veicoli di segmento D, cioè di categoria medio-alta. Tutte novità sulle quali l’amministratore delegato Sergio Marchionne toglierà il velo il 21 aprile prossimo, quando presenterà alla comunità finanziaria il nuovo piano industriale. La stessa struttura, inoltre, avrà un ruolo di primo piano nelle sinergie tra il gruppo Fiat e la Chrysler. La «Compact», che si unisce alle altre piattaforme di Fiat Group Automobiles, cioè la «Mini» (Panda, 500 e nuova Lancia Y) e la «Small» (Punto e Alfa Romeo MiTo), completa il mosaico delle tecnologie con le quali il Lingotto attaccherà il mercato nei prossimi anni. Gli altri tasselli, fondamentali anche nello sviluppo dell’alleanza con la Chrysler, sono i sistemi Multiair e Multijet 2 che garantiscono un forte abbattimento di consumi ed emissioni.
La stessa architettura «Compact», come spiegato dai tecnici torinesi, «farà da base alla produzione di vetture più leggere, sicure ed efficienti». Best in class è la parola d’ordine a Torino: significa che per la Giulietta le avversarie saranno soprattutto la Bmw Serie 1 e l’Audi A3.