L’alga arriva in sala Rossa: «La colpa è dei depuratori»

Roberta Bottino

Il mistero dell'alga killer continua. Il Comune ha sentenziato: la «ostreopsis ovata» è l'unica colpevole dei malori dei malcapitati bagnanti. Assolti invece senza ombra di dubbio i depuratori cittadini, anche se ieri il pm Vittorio Ranieri Miniati ha convocato per interrogare come persona informata sui fatti un responsabile degli impianti. L’«autoassoluzione» però non convince i consiglieri d'opposizione a Tursi, che in occasione della prossima seduta consiliare hanno tutta l'intenzione di portare sul tavolo della discussione il mistero dell'alga tossica. «Occorre che la giunta dica la verità - tuona Giuseppe Murolo di Alleanza nazionale -. Il sindaco si barrica dietro la scusa delle alghe per evitare di parlare dei gravi problemi che ruotano attorno ai depuratori. Martedì 26 luglio chiederò che si riunisca una commissione speciale in cui ogni gruppo possa portare con sé un esperto, affinchè ascolti quello che la giunta ha da dire sulla questione dell'alga». Il capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi ricorda che dai sopralluoghi effettuati dal consiglio comunale qualche mese fa nelle zone dei depuratori, emerse una realtà poco rassicurante. «Avevo chiesto al presidente del consiglio una discussione aperta nella sala rossa su tale questione che mi è stata rifiutata, allora con altri consiglieri dell'opposizione ho presentato un articolo 38. Chiederò che in sede consigliare l'assessore Valter Seggi e il sindaco illustrino la situazione e ci forniscano i risultati ottenuti dalle indagini dell'Arpal. Vista la criticità della situazione riterrei opportuna anche la presenza della capitaneria di porto perchè recentemente ho ricevuto segnalazioni in merito a discariche abusive al largo del porto di Genova». I consiglieri d'opposizione accusano il sindaco di aver provocato un'inevitabile collasso dell'attività turistica attribuendo la colpa dei malori dei bagnanti all'alga. Intanto arrivano numerose le segnalazioni dei cittadini, in particolare dal quartiere di Sturla, che si riferiscono ad un odore nauseante che proprio nella settimana prima dell'intossicazione si poteva sentire ovunque. Addirittura alcuni ricordano che nei tre giorni precedenti alla tragica domenica vennero effettuati continui lavori legati alla pulizia dei tombini, soprattutto in via Carrara.