L’alga intossica i rapporti tra Genova e Roma

(...) balneari del litorale cittadino e dai bagnanti, è stato reso noto ieri pomeriggio durante il vertice a Palazzo Tursi che ha visto schierati Regione, Comune, Arpal e Asl 3.
I rilevamenti effettuati nei giorni scorsi (ci vogliono ventiquattro ore per vedere i risultati dei campioni delle colonne d'acqua prelevati) hanno evidenziato un significativo decremento dei valori dei giorni precedenti in termini di fioritura algale; ancora più rassicuranti sono quelli di ieri in cui si indica un abbassamento della temperatura delle acque di dieci gradi. Attualmente la temperatura del mare si attesta intorno ai venti gradi.
Di conseguenza il Comune ha deciso di sospendere l'ordinanza della balneazione nella zona incriminata dalla fioritura dell'alga. Gli enti competenti dalle analisi meteorologiche e anche dalla fenomenologia sanitaria confermano l'assenza di particolari tossicità tanto da non dover ritenere opportuno un ulteriore proroga. «Il ciclo biologico dell'alga è in forte calo - rassicurano gli esperti - e le condizioni meteomarine sono cambiate per questo primo fine settimana di agosto».
Ci voleva probabilmente l'acquazzone caduto su Genova nei giorni scorsi a far tornare il sereno in questo tratto di costa cittadina che da una settimana risultava minacciata dal nemico alga.
«Gli ultimi monitoraggi sono molto rassicuranti - dichiara Luca Dallorto, assessore alle Politiche Ambientali del Comune -, pertanto siamo in grado di tranquillizzare i bagnanti che scenderanno in spiaggia in questo tratto di litorale. Le verifiche e i controlli continueranno incessantemente proprio per garantire la massima sicurezza e informazione a tutti».
Ma lo scetticismo di molti resta e la paura anche.
Bastava dare un'occhiata al mare di ieri per comprendere le perplessità delle persone che impiegheranno ancora del tempo per poter essere certi che acque torride, tossicità delle alghe non siano più una minaccia per la salute. Il dubbio di un eventuale mal funzionamento dei depuratori è poi al centro del «chiacchierio» dei genovesi.
A poco servono infatti le rassicurazioni dei responsabili di Arpal, Comune e Regione che continuano a sottolineare che il problema della «Ostreopsis ovata» sia del tutto casuale in quel tratto di mare che affaccia proprio davanti alla città. Le perplessità restano anche perchè il fenomeno nella sua «novità» impedisce agli stessi studiosi di dare spiegazione come: «perchè fiorisca in alcune zone, invece che altre».
Per cercare ulteriori risposte dovrebbe arrivare - o meglio doveva essere arrivata - da Roma un'unità di crisi dell'Icram composta da tecnici biologi e chimici con il preciso compito di effettuare prelievi e analisi per stabilire la causa della proliferazione dell'alga presente nei mari della regione.
«È fondamentale - aveva spiegato Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente -, tutelare la salute dei cittadini e dare una risposta chiara ai bagnanti a tutela anche dell'industria del turismo». Ma a distanza di giorni il mistero rimane fitto. L'assessore Dallorto spiega durante il vertice che «abbiamo preso contatti telefonici con il commissario dell'Icram, il quale ha dichiarato di aver prelevato dei campioni di acqua i cui risultati saranno disponibili non prima di una settimana». La Regione e l'Arpal parlano invece di primi contatti con i rappresentanti ministeriali nel vertice fissato per lunedì prossimo alle 17. Un esame congiunto del problema alga richiamerà i rappresentanti del ministero della Salute, dell'Ambiente, dell'Arpal, della Regione, dell'Istituto Zootecnico e del Dipartimento della Salute dell'Università di Genova.