L’Alitalia ai minimi termini: aerei mezzi vuoti

Lo spirito è quello dell’emergenza. Mentre il servizio di Alitalia cade ai minimi storici, l’Enac - l’autorità del trasporto aereo - ha convocato ieri le altre compagnie italiane per sensibilizzarle alla delicatezza della situazione, specie in prossimità del Natale. Il direttore generale dell’Enac, Silvano Manera, ha rivolto «un forte invito agli altri vettori nazionali per evitare atteggiamenti ingiustificati di aumento dei prezzi per via delle difficoltà che sta vivendo Alitalia e del monopolio di cui le altre compagnie possono godere». Alitalia è ai minimi termini: come ha chiarito lo stesso Manera, il suo fattore di riempimento medio è sceso al 40%, rispetto al 70% medio delle altre compagnie e al 76% di periodi precedenti l’acutizzarsi della crisi. Destinatari dell’«invito» erano Meridiana, Blu Panorama, Livingston, MyAir, Mistral, AirItaly e Air One. AirItaly, la compagnia guidata dal comandante Giuseppe Gentile, proprio ieri ha annunciato un nuovo collegamento tra Roma Fiumicino e Verona, e in queste settimane, discretamente, tutti i vettori si sono adoperati per riempire gli spazi lasciati vuoti dalla compagnia commissariata.
I numeri di quest’ultima sono pesanti. Fino al 12 gennaio garantirà, su richiesta dell’Enac, 356 voli al giorno («con un incremento di quelli nazionali e internazionali rispetto alle ultime settimane», ha precisato in serata la compagnia), contro i 750 precedenti il cosiddetto Piano Prato, quello che determinò l’abbandono di Malpensa come aeroporto hub: meno della metà. Il 12 gennaio è la data attualmente indicata, dopo i vari slittamenti dal 1º dicembre, per il passaggio definitivo delle operazioni a Cai. Il servizio garantito al suo avvio da Cai, dunque, si articolerà in 550 voli, considerati i 200 di Air One, il cui network finora è rimasto sostanzialmente intatto, perchè dove c’erano sovrapposizioni è stato chiuso il volo di Alitalia, non quello di Air One.
In ottobre - mese particolarmente drammatico per la compagnia - la crescita all’inizio è stata pari a zero, poi è rovinosamente crollata, ma Alitalia rassicura dicendo che l’operativo risponde alla domanda e che nel caso ci fosse qualche picco non previsto sarà offerta una maggiore capacità con ulteriori voli.
Il progressivo rallentamento dell’operatività di Alitalia - che in un primo momento è stato attribuito alle agitazioni di piloti e hostess - risponde effettivamente all’esigenza di un passaggio «morbido» dalla vecchia alla nuova compagnia, per permettere a quest’ultima di (ri)prendere il volo con una certa tranquillità (visto che si tratterà di un passaggio tutt’altro che semplice). La caduta della domanda è stato attribuito da Manera a «un calo della fiducia nel brand commerciale della compagnia», fatto evidente, ma al quale hanno concorso varie componenti, compresa quella di un «portage» più fattibile.