L’allarme del Cdr di Rai Sport «Troppo schierati con la Juve»

da Roma

«Non ho la più pallida idea del motivo di questa cosa, mi sembra campata in aria». Il caporedattore della Rai Ignazio Scardina è sorpreso della sua iscrizione nel registro degli indagati. «Il mio ruolo mi deputa a parlare con Moggi, non avrei dovuto farlo?».
Il Comitato di redazione di Rai Sport difende il suo collega, ma si dice preoccupato per il quadro che emerge dall’inchiesta. «L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna - dice un comunicato - e il Cdr di Rai Sport, confermando la sua fiducia nel lavoro della magistratura, si augura che i colleghi che si trovano coinvolti nella vicenda intercettazioni, possano dimostrare la loro totale estraneità ai fatti. Tuttavia il Cdr, a tutela del buon nome della Testata e dei giornalisti che vi lavorano, deve rilevare che, al di là delle eventuali responsabilità penali, sta emergendo un quadro ambientale preoccupante riguardo a comportamenti su cui sono necessarie approfondite riflessioni».
La nota aggiunge anche che il Cdr aveva già denunciato «sin dal gennaio 2005 un clima di accentuata contiguità riguardo a designazioni per le gare della Juventus, scelta di opinionisti e collaboratori, gestione delle notizie e degli ospiti in alcune trasmissioni. Appelli purtroppo caduti nel vuoto, con una perdita di credibilità del prodotto griffato Rai Sport nei confronti dei telespettatori, unici referenti per i giornalisti del servizio pubblico». Lunedì prossimo verrà convocata convocata un’assemblea: «Chiederemo all’azienda interventi rapidi ed efficaci per ripristinare condizioni di chiarezza e credibilità».