L’allarme dei medici: «Negli ospedali il sangue è sprecato»

La missione ha un obiettivo importante: fare il punto sull’uso della trasfusione nella chirurgia d’urgenza, sulla gestione della carenza di sangue in corsia, e in generale sulle novità della ricerca scientifica. Con una curiosità. Perché un contributo per fronteggiare l’emergenza potrebbe arrivare anche dal passato remoto. Lo testimonia l’ospite d’onore del congresso: la mummia di Ankhpakhered. I responsabili dell’equipe che la stanno studiando con esami diagnostici sofisticati, l’archeologa Sabina Malgora e Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno-infantile del Fatebenefratelli di Milano, spiegheranno infatti cosa l’emergenza-urgenza può imparare dagli egiziani, «chirurghi eccellenti», secondo Bernardo.
«Potremo spiare le loro tecniche avanzate analizzando mummie come quella del museo civico archeologico di Asti. L’idea è di dar vita a un centro specializzato con sede a Milano, sulla falsariga di quello già esistente nel Nord Europa, con cui è già scattato il gemellaggio» annuncia lo specialista.
Sotto i riflettori sarà però soprattutto la gestione della risorsa sangue. «Un tema cruciale», sottolineano gli esperti, «soprattutto alla luce della cronica insufficienza di donazioni in Italia, dove i volontari che si sottopongono al prelievo sono il 2,5 per cento della popolazione (poco più di un milione e mezzo), una percentuale lontana dal 6,4 per cento di Danimarca e Germania». A Milano, che pure vanta oltre 50 mila donatori, l’assessorato comunale alla Salute ha persino lanciato una campagna di reclutamento fra i 10 mila diciottenni che abitano nella metropoli.
Nella gestione delle emergenze «il sangue, ma anche il tempo, sono preziosi e non vanno sprecati», aggiunge l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani. «In caso di eventi traumatici emorragici, per ogni tre minuti persi in Pronto soccorso aumenta dell’1 per cento il rischio di morte del paziente» conclude.