L’allarme di Galliani: «Stadi di proprietà o il nostro declino diventerà irreversibile»

Le ultime tracce di un trionfo italiano sul calcio inglese portano al Milan e alla sua stratosferica carriera europea, otto finali in 19 anni, cinque vinte e tre perse, «sono una striscia fenomenale e irripetibile» chiosa orgoglioso Adriano Galliani e non sta parlando dell’era glaciale. Da qui allora è il caso di ripartire per capire cosa non funziona dalle nostre parti. Anche se per il vice Berlusconi può risultare fatica vana. «Colgo scarsa attenzione nei confronti del declino calcistico italiano» sentenzia il vice-Berlusconi prima di lucidare le medaglie e le coppe che si ritrova in casa, in via Turati. «Chi si meraviglia delle lodi raccolte dal Milan presso sir Alex Ferguson ed il Manchester rifletta sul seguente dato: dalla semifinale del 2007, quando perse 3 a 0 a San Siro, lo United ha infilato 21 partite di Champions senza mai perdere. E se si rammenta che all’Old Trafford, nella stessa competizione, gli inglesi non perdono dalla sfida, ottavi di finale, datata 2005, sempre col Milan decisa da un gol di Crespo, il quadro è completo»: sembra un dato statistico e invece segna la svolta.
Che fa rima con economia e finanza più che con la mira sbilenca di Ibrahimovic e Tonetto. «I club inglesi fatturano più di noi grazie ai diritti tv doppi, alla proprietà degli stadi, così succede in Spagna dove i nostri competitor godono di un regime fiscale favorevole e non sono sdottoposti alla mutualità con i piccoli club: sono questi i motivi dei nostri ritardi» sentenzia Galliani. «Senza la gestione degli stadi si rischia il baratro» il pronostico che non è catastrofismo puro. Basta volgere lo sguardo al passato. «Dieci anni fa c’era uno scenario diverso: eravamo primi nel ranking Uefa e nella classifica del fatturato. Nel 1990 il Milan, per esempio, poteva permettersi di dire no al Barcellona che chiedeva Van Basten, oggi non sarebbe più possibile» il particolare retrò che apre scenari inquietanti sul futuro immediato del Milan stesso. «I Palloni d’Oro venivano tutti da noi, oggi si dirigono verso l’Inghilterra o la Spagna» è la morale. Che non tiene conto solo dell’Italia. «Anche Benfica Ajax, Stella Rossa sono usciti di scena, hanno perso improvvisamente competenza e passione? No, è cambiata la mappa del calcio continentale per via della tv» la sua conclusione. In sintonia perfetta con le previsioni non certo allegre dettate da Blatter, presidente Fifa «la crisi dalla formula uno sta per arrivare anche nel calcio» il pronostico. Condiviso da Galliani: «Si riferisce ai rischi sui contratti degli sponsor e alla tenuta degli azionisti».