L’allarme di Grechi: «Sempre più aggressiva la malavita straniera»

La dura relazione del presidente della Corte d’Appello all’apertura dell’Anno giudiziario

Enrico Lagattolla

Molte ombre. E il malessere della magistratura, nella cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il numero crescente dei procedimenti e i tempi della giustizia che si allungano, la mancanza di personale amministrativo, la contrazione delle risorse economiche. Ma anche, dall’istantanea del distretto milanese, l’aumento della microcriminalità. Questo il quadro.
Dura un’ora la relazione del presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Grechi. Davanti a lui, nell’aula magna del Tribunale, una platea scarna di magistrati e avvocati, oltre al sindaco Gabriele Albertini, il presidente della Provincia Filippo Penati, della Regione Roberto Formigoni, il questore Paolo Scarpis e il prefetto Gian Valerio Lombardi. Assenti, invece, i magistrati dell’Anm, che in un comunicato esprimono «il più fermo dissenso nei confronti della “controriforma” dell’ordinamento giudiziario di recente approvata». Una mancanza di cui Grechi si è detto «rammaricato...ma comprendo e condivido le ragioni della protesta». Mentre il sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali definisce «uno schiaffo al Paese».
Il primo nodo affrontato è quello della carenza di personale. «Su 2.281 unità costituenti la già insufficiente dotazione organica complessiva degli uffici giudicanti - spiega il magistrato - sono in servizio soltanto 1.864 dipendenti, senza contare una significativa quota di rapporti di lavoro a tempo parziale». Dunque, «i posti vacanti risultano 490, con una scopertura complessiva media del distretto tra il 21 e il 22 per cento».
Secondo, le risorse finanziarie. Relazione impietosa. «Mancano i soldi persino per le esigenze più elementari ed essenziali». I dati: «per l’anno 2001 avevamo ricevuto per il fabbisogno complessivo delle spese d’ufficio dell’intero distretto una somma di circa 873mila euro. Ora, questa somma si è progressivamente ridotta (789mila euro nel 2002, 642mila nel 2003, 595mila nel 2004) fino all’assegnazione 412.755 euro nel 2005».
Quindi, il numero dei procedimenti pendenti. In aumento quelli civili (cresciuti dell’11 per cento), quelli penali (8 per cento), e quelli in materia di lavoro (10 per cento). «Con l’ovvia conseguenza - puntualizza Grechi - di un peggioramento dei tempi medi di definizione dei processi».
Un capitolo a parte è dedicato al problema dell’affollamento delle carceri. Il numero dei detenuti nel distretto milanese sale a 2.517 imputati e 4.340 definitivi, per un totale di 6.857 persone. Un terzo in più della capienza regolamentare di 4.650. «E su questa tendenza si innestano gli effetti della legge “ex-Cirielli”, che farà aumentare drasticamente la popolazione carceraria».
Infine, uno sguardo sui reati iscritti presso la Procura. Grechi invita a una riflessione «sulla particolare difficoltà dei processi in corso (circa una dozzina) per i reati di terrorismo di matrice islamica», rileva un’«apparente diminuzione dei processi in tema di traffico di stupefacenti», mentre resta elevato il numero dei reati contro la pubblica amministrazione. E aumentano i fatti «di piccola criminalità commessi da imputati stranieri, soprattutto provenienti dal nord Africa e dai Paesi dell’est». In crescita rispetto all’anno precedente anche gli omicidi volontari consumati (da 134 a 177) e quelli colposi (da 166 a 361), i furti (da 120mila a 148mila), e le truffe (da 23mila a 49mila). Diminuiscono, invece, i tentati omicidi volontari (da 189 a 160), e quelli colposi per incidente stradale (da 780 a 748), le estorsioni (da 996 a 976) e le rapine (da 7.159 a 6.584).