L’allarme di Illy: «Nordest mai così lontano da Roma»

Il governatore del Friuli-Venezia Giulia: «Negli anni ’80 Prodi riteneva che questa fosse un’area indispensabile per il Paese. Io lo credo ancora, lui ha cambiato idea»

da Roma

Non si sente «uomo di sinistra», bensì «libero e liberale». E «riformista». Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, ieri ha deciso di non partecipare alla manifestazione di Mestre assieme al sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Ma la sua posizione sul governo, e soprattutto sulla Finanziaria, è decisamente critica. «C’è una distanza preoccupante tra i cittadini del Nord e l’esecutivo - lamenta in un’intervista al Gazzettino - una distanza che era già emersa prima delle elezioni, ma che si è approfondita da quando l'Unione è al governo».
«Mi chiedo - spiega Illy - come si possa pensare di non avere un rapporto costruttivo con questa parte del Paese... A metà degli anni Ottanta Romano Prodi spiegava che nella Padania, la chiamava proprio così, si produceva di fatto il 70 per cento del Pil italiano e che il Paese quindi non poteva fare a meno del Nord. Ecco, io continuo a esserne convinto, ma lui ha cambiato idea». Il governatore spiega che se potesse modificare la Finanziaria interverrebbe «come prima cosa sulla riduzione del cuneo fiscale. Berlusconi e Tremonti avevano il pallino della riduzione delle aliquote, questo governo è nato con il pallino della riduzione del cuneo previdenziale». Ma, secondo Illy, in termini di recupero di competitività «ha vantaggi reali minimi per un'impresa se non è affiancata da una decisa accelerazione della riforma delle pensioni».
Per il presidente friulano l'intervento «va fatto con un obiettivo: non tanto ridurre il costo del lavoro, ma aumentare il salario dei lavoratori». Una posizione che Illy spiega con una considerazione: «Oggi un operaio spagnolo guadagna più di un operaio italiano, eppure lui alla sua azienda costa meno. Il problema sta qui e qui bisogna intervenire. Anche la possibile ripresa dei consumi passa da scelte come questa». Il secondo intervento di correzione alla Finanziaria riguarda le aliquote Irpef, perché inasprirle «non serve a recuperare gettito». Il presidente del Friuli Venezia Giulia pensa piuttosto all'introduzione di «forme di interessi contrastanti. Mi spiego: se io dopo una spesa posso scaricare dal mio reddito la fattura - esemplifica - sarò incentivato a chiederla e il commerciante, l'artigiano e il professionista obbligato a farla».
Infine, Illy ribadisce di essere pronto a scendere in piazza per l'Alta velocità, «se Mercedes Bresso mi invita, perché la maggioranza dei cittadini non può soccombere di fronte a una minoranza rumorosa. Se ci si fa intimidire da qualche decina di persone, perché poi tanti sono quelli che realmente protestano, non si fa più nulla». Servono più risorse per le infrastrutture, insiste il governatore, che sostiene di non avercela con i Verdi. «Io ho molta simpatia per i Verdi quando sono amici della terra e di chi la abita. Ma agli ambientalisti chiedo di non essere miopi e di avere una visione complessiva...». Illy si dice pure favorevole alla costruzione del Ponte di Messina, giudicandolo «uno strumento necessario», ma contrario all'idea che l'aeroporto di Ronchi dei Legionari «diventi, come Treviso, un satellite di Venezia».