L’allarme del presidente dell’Anp: «Al Qaida è arrivata in Palestina»

Il premier israeliano Olmert: useremo il pugno di ferro con i terroristi, non abbiamo più alcun vincolo

da Gerusalemme

Al Qaida è approdato a Gaza e in Cisgiordania e «rischia di rovinare l’intera regione». Lo ha ammesso in un’intervista il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Anche il premier ad interim di Israele Ehud Olmert scorge ora con apprensione i «germogli» di una nuova offensiva terroristica palestinese. «Ho dato ordine di usare il pugno di ferro» ha assicurato ieri.
Finora l'Anp aveva definito «infondate» le informazioni dell'intelligence di Israele secondo cui Al Qaida, dopo aver costituito una base ben organizzata nel cuore del Sinai egiziano, aveva provveduto ad infiltrare propri elementi nella striscia di Gaza, grazie anche all’apertura del valico di Rafah. Alcuni giorni fa, per la prima volta, Abu Mazen ha ricevuto dai propri consiglieri di sicurezza la conferma che le informazioni di Israele non erano sbagliate.
Pochi giorni fa a Khan Yunis, a sud di Gaza, è stato distribuito un documento senza precedenti nel tipico stile di Al Qaida. È firmato «L'esercito della Jihad (guerra santa) nella lotta contro i corrotti». Il testo annuncia che gli stranieri non musulmani, diplomatici inclusi, hanno un mese di tempo per lasciare definitivamente la Striscia di Gaza. Gli autori del testo si meravigliano che «finora fra i palestinesi non siano comparse figure come il Saladino, come Osama Bin Laden, come Al Zarqawi». Ma presto, hanno fiducia, i loro emulatori appariranno e allora inizierà una lotta senza quartiere contro chiunque semini perdizione: gli spacciatori di droghe, i venditori di film e di cd-rom, i gestori dei caffè dove viene tollerata la promiscuità sessuale, i padroni delle case d'appuntamento. Le donne musulmane, a quel punto, dovranno vestirsi in maniera assolutamente pudica, gli uomini dovranno assumere uno stile di vita improntato all'Islam. E la polizia palestinese farà bene a non intervenire: anche dirigenti dell'Anp stanno per essere colpiti.
Da parte sua Olmert ha detto che «non hanno più alcun vincolo» le forze di sicurezza israeliane impegnate a far fronte ad una impennata di violenze nei Territori. Mentre da Gaza proseguono i lanci di razzi sul Neghev (ieri ne sono piovuti oltre dieci) in Cisgiordania si nota la ripresa di aggressioni di vario genere: accoltellamenti, spari, lanci di bottiglie incendiarie, o anche solo sassaiole. Mercoledì un israeliano è stato ucciso, ieri un altro è stato ferito alla testa, a nord di Gerusalemme. Ieri la polizia israeliana ha simulato attentati palestinesi simultanei a Tel Aviv e a Haifa, tra cui un attacco chimico in un’affollata stazione ferroviaria.