L’allegra brigata dello studente Baistrocchi

L'imminente ritorno sulle scene della Baistrocchi per la sua tradizionale rivista, ci ha fatto ricordare che il suo fondatore del quale la Compagnia conserva il nome, Mario Baistrocchi, moriva novant'anni fa, il 30 ottobre 1917, nella Prima guerra mondiale, sul fronte della Bainsizza, colpito alla fronte durante un assalto.
Mario Baistrocchi era nato a Buenos Aires nel 1892. Studente universitario a Genova alla facoltà di legge, portò nell'ambiente il suo entusiasmo e il suo buon carattere, amalgamando gli studenti delle varie facoltà, cosa mai avvenuta prima.
E con questo suo carattere, con quel forte carisma che sapeva coinvolgere tutti, nel 1913 riuscì a mettere insieme, nell'ambito dell'Associazione Genovese Universitaria, il primo spettacolo di rivista al Teatro Paganini. Il teatro di via Caffaro, inaugurato a metà Ottocento, era tra i più prestigiosi della città; purtroppo i bombardamenti della seconda guerra mondiale lo distrussero, né fu mai ricostruito. La rivista che Baistrocchi ideò, e della quale fu impresario, organizzatore, animatore, regista, trovarobe, praticamente tutto, era intitolata «L'allegra brigata». Naturalmente occorrevano dei fondi e Baistrocchi risolse il problema con una sorta di pellegrinaggio presso le più blasonate famiglie borghesi per raccogliere un prestito di qualche centinaio di lire. La promessa di Baistrocchi era la seguente: «Se lo spettacolo va bene rimborseremo, se va male... grazie e tanti saluti». Il successo fu tale che i debiti furono sanati ed anzi si parlò subito di una nuova rivista che l'anno successivo, il 1914 andò in scena col titolo «Cercando la vita» replicando il successo dell'anno precedente. La prima si tenne il 20 aprile. Lo stesso rettore Maragliano aveva incoraggiato l'iniziativa dei giovani studenti. Con l'utile degli spettacoli, inoltre, la Compagnia goliardica finanziava la Cassa degli studenti poveri, iniziando già da allora, quella tradizione che ha sempre caratterizzato la Compagnia, l'aiuto verso gli altri, siano essi studenti poveri, bambini ammalati, anziani.
Stavano già organizzando la terza rivista, per il 1915, quando scoppiò il primo conflitto mondiale: Mario Baistrocchi fu chiamato al fronte. Tenente dei granatieri, fu a Caporetto, al Comando del suo plotone e mentre si lanciava al contrattacco sulla Bainsizza per fermare l'avanzata austroungarica, due pallottole in fronte stroncarono la sua vita.
Ma i suoi amici, gli studenti che lo conobbero, non vollero che la rivista universitaria finisse con Baistrocchi, e nel 1922 ritrovarono la forza e l'entusiasmo per ricominciare e vollero che la compagnia teatrale portasse proprio il suo nome. Nacque così la terza rappresentazione «Bella se vuoi venire» e da allora, pur con altre interruzioni dovute alle vicende belliche, la Baistrocchi è giunta ai giorni nostri, mantenendo inalterato lo spirito del suo fondatore che si risolve in poche parole: far del bene divertendosi, e, aggiungiamo noi, facendo divertire.