L’allenatore perfetto: «Sono nerazzurro però sto con Ancelotti»

Buongiorno Castagnetti, lei è il tecnico della nazionale di nuoto e di Federica Pellegrini, per lei parlano i successi, per tanti è il tecnico perfetto. Si sente più Ancelotti o più Mourinho?
«Guardi, la mia fede è interista. Ero un corsista, nel senso di Mario Corso. Ma in questo caso io sono per Ancelotti. Preferisco i tipi moderati e riservati. Non mi piacciono gli istrioni, anche se posso capire».
Ogni riferimento a Mourinho...
«È intelligente e di valore, si vende bene. Però non credo dica quello che pensa. Penso che anche le società gli imponga determinate linee comportamentali».
Si riferisce a qualche chiacchiera a vanvera?
«Generalmente, nello sport, bisognerebbe evitare l’eccesso perchè il giorno dopo è sempre diverso dal giorno prima».
Indichi le tre qualità del tecnico perfetto?
«Conoscere bene la materia, molto bene l’atleta, avere la capacità di condurlo al massimo livello, lavorando anche dal punto di vista psicologico».
Mourinho talvolta mena fendenti anche sui giocatori...
«Ma non tutti gli atleti sono uguali. L’allenatore non può parlare genericamente. Serve un rapporto interpersonale. Nel nostro sport è ancora più difficile: spesso alleniamo due atleti, poi avversari in gara».
Mourinho è un po’ deludente nella tattica, sono più bravi i tecnici italiani. Non le pare?
«Vero. Capita anche nel nuoto. I tecnici italiani sono estremamente più preparati di tanti americani dai risultati paurosi. Dipende da strutture e materiale umano. Se l’avessimo noi, vinceremmo molte più medaglie di loro. Noi dobbiamo ingegnarci a scovare gli atleti».
Torniamo in acqua: la Pellegrini ha appena perso il record dei 400 sl...
«Non è preoccupante. Federica ha fatto il primato con costume di vecchia generazione: era l’unico record con i costumi vecchi. Il tempo è ancora sopra i 4 minuti, noi vogliamo andare sotto».
Con le nuove regole sui costumi, cambierà qualcosa?
«Ormai il costume è un attrezzo, come le racchette o gli sci. Ma ci sarà sempre un’azienda più brava nella ricerca, si arriverà a un costume per ogni specialità. A me non piace questo nuoto, svilisce un po’ la natura. Però la tecnologia vuole si vada avanti».
Tornerà ad esser nuoto serio, ovvero con meno primati?
«Serio lo è, da oggi in poi sarà più complicato seminare record. Potrà esserci qualche miglioramento grazie a costumi più sofisticati. Forza e preparazione degli atleti torneranno a fare la differenza».
E il caso Pellegrini? Quei 400 ostici? I momenti di panico...
«La Pellegrini non è un caso, proporremo in allenamento situazioni che lei vivrà in gara. Dopo la storia dei broncospasmi, pensavamo di aver risolto tutto. Basterà un buon allenamento».
Certe cose fanno pensare male. Soprattutto nello sport: doping e altro...
«Sensazioni fuori luogo. Certe cose le fa chi le pensa facilmente».
Lo sport è pieno di brutte sorprese...
«Vero, questa è la mentalità di chi scrive o chi guarda: una grande prestazione non può prescindere dal doping. Ma noi non abbiamo bisogno di supporti extra. Siamo testati da tutte le parti».
Ma è tutto pulito nel nuoto?
«Guardi, mi facevano gli stessi discorsi ai tempi di Lamberti: eppure non prendeva nemmeno un’aspirina. Probabilmente lo pensano anche di Phelps».
Phelps ha problemi per quelle foto. Fumo proibito...
«Non mi sembra uno scandalo, conoscendo il loro ambiente goliardico. Loro sono puritani: permettono tutto e nascondono tutto. Sarebbe meglio cercare certe cose da quelle parti».
Cosa farà Phelps ai mondiali di Roma?
«Di solito, ai mondiali, gli americani non sono così forti come alle Olimpiadi. Phelps farà meno gare, ma sarà difficile che arrivi 2°».
Il sogno per la Pellegrini?
«Che vada sotto i 4 minuti nei 400 sl. Poi si sposterà sui 100. Vorrei diventasse l’unica donna, nella storia, ad aver avuto tutti i record dai 100 ai 400 stile libero».
Più facile che la Pellegrini realizzi il sogno o che l’Inter vinca la Champions?
«Più facile far record con la Pellegrini. L’Inter può farcela solo se....»
Solo se?
«Non glielo dico, sennò lo scrive».