L’altra faccia dell’India Culla del boom economico

S’intitola L’altra India l’illuminante saggio di Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia, nato a Santiniketan (Bengala) nel 1933 (Mondadori, pp. 388, euro 19,00. Sottotitolo: La tradizione razionalista e scettica alle radici della cultura indiana). Agli aspetti mistici e spirituali (ma anche agli stereotipi così cari all’Occidente), l’autore contrappone la realtà del nuovo miracolo economico di un Paese ansioso di lasciarsi alle spalle le proprie tradizioni e lanciarsi alla rincorsa dei nuovi valori proposti dalla modernità. Tradizioni che tuttavia - spogliate dagli estremismi - hanno esercitato (ed esercitano) una forte influenza positiva sulla storia della letteratura, lo sviluppo delle scienze empiriche e della matematica e che sono anche alla base del pluralismo che ha consentito la convivenza delle più diverse consuetudini religiose e culturali, dal buddismo al jainismo fino all’incontro con le religioni che vengono dall’esterno, Islam incluso. Ne esce il ritratto di un’India contraddittoria e sfaccettata, a suo modo compatta nel cammino verso la democrazia.