L’ALTRA INFORMAZIONE

Dunque, giusto per rimanere all’ultimo anno - ma potremmo tornare indietro quanto volete - abbiamo scritto che, se non avesse trovato un candidato che avesse titoli migliori della tessera Udc in tasca, la Casa della Libertà avrebbe rischiato di perdere il collegio 10. E così è stato.
Poi, abbiamo scritto che Claudio Burlando stava avvicinandosi alle regionali con una strategia estremamente intelligente e che la sua vittoria sarebbe stata la logica conseguenza, oltre che di una congiuntura nazionale, anche degli accorti movimenti del futuro presidente della Regione. E così è stato.
Quindi, abbiamo criticato pesantemente la delibera con cui il consiglio comunale di Genova dava il voto agli immigrati, spiegando codici alla mano perchè giuridicamente quella delibera era nè più, nè meno, carta straccia, destinata ad essere travolta dai ricorsi del governo e dal Consiglio di Stato. E così è stato.
Ultimamente - anche sfidando le ire dei nostri lettori rossoblù, affascinati dalle sirene difensive - su queste pagine abbiamo titolato per primi (e unici), già in luglio, quando il processo sportivo era ben lungi dal cominciare: «Ecco perchè il Genoa rischia la C1» e «Genoa, i duri minacciano un nuovo G8». E così è stato. Precisando, ovviamente, che nel secondo caso i sedicenti «duri» non hanno nulla a che fare con i veri tifosi genoani, ma sono solo vandali ingiustificabili che si fanno scudo dei colori rossoblù e dell’ingenuità di chi partecipa in buona fede alle manifestazioni di protesta.
Sono tutte notizie che - ad eccezione di quella sul voto agli immigrati - non avremmo voluto dare. E sono tutte notizie pubblicate mentre sul resto della stampa si discettava allegramente di garanti della privacy, di «C impossibile», di «tre punti di penalizzazione in A» e di «straordinario collegio difensivo» del Genoa. Oppure, a proposito del voto agli immigrati, si scriveva che «uno straordinario giurista del calibro di Beppe Pericu» avrebbe rivoluzionato il diritto italiano. (...)