L’altra metà del cielo ha conquistato il palcoscenico

Anche Goldoni, Fassbinder, e Thomas Bernhard tra gli autori in programma

C’è un filo rosa che percorre la nuova stagione del teatro India, al via dal 3 ottobre. L’indagine sulla femminilità e il punto di vista delle donne, eroine o anti-eroine che siano, sono infatti la nota dominante di molti dei 26 spettacoli in programma. Una figura di donna, tanto per cominciare, è al centro dell’opera che inaugura la stagione, una tra le meno frequentate di Luigi Pirandello: L’innesto, rappresentata per la prima volta al teatro Manzoni di Milano nel 1919. Si tratta di una cruda riflessione sulla maternità e sull’eros femminile (la giovane protagonista è vittima di uno stupro a Valle Giulia) che, sottolinea la regista Monica Conti, «merita di essere riproposta per la sua sorprendente modernità». Una donna è anche il cardine della trilogia di Antonio Latella, lo Studio su Medea, in cui è Nicole Kehrberger a calarsi nel ruolo della madre assassina dei propri figli (in scena dal 15 al 21 ottobre). Ancora, con l’anno nuovo sul palco dell’India vedremo il lavoro di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, Rumore rosa, ispirato alle figure femminili del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder (12-17 febbraio), mentre è in memoria dei tragici fatti della Primavera di Praga, di cui nel 2008 ricorrerà il quarantennale, l’omonimo testo di e con Jitka Frantova, in prima nazionale dal 27 febbraio al primo marzo con la regia di Daniele Salvo. Con l’ausilio di immagini autentiche, in parte inedite, la Frantova, moglie del grande politico ceco Jiri Pelikan, rievocherà attraverso il suo sguardo e la sua sensibilità anni ed eventi di cui lei stessa fu testimone e suo marito protagonista. E il «filo rosa» percorre anche la riduzione che Stefano Pagin trae dalla commedia La buona madre di Carlo Goldoni, sul tema delle madri che, scriveva l’autore veneziano, «per soverchio amore tradiscono la loro prole»; come pure Eva Peron, ritratto di un’anti-eroina grottesca a partire dal testo di Raul Damonte detto Copi (con Iaia Forte, Cristina Donadio e la regia di Peppe Corsicato). Le voci di molte donne, infine, risuonano nello spettacolo di e con Saverio La Ruina, Dissonorata - Un delitto d’onore in Calabria, che partendo dalla «piccola» storia di una calabrese si spinge a meditare sulla condizione della donna in generale. Non manca poi un classico come Antigone, proposto nella traduzione di Massimo Cacciari (regia di Walter le Moli).
Da notare che nel cartellone si contano due nuove produzioni del Teatro di Roma e altrettante coproduzioni: tra le altre, ricordiamo la commedia di Thomas Bernhard Ritter Dene Voss, con Manuela Mandracchia, Maria Paiato e Massimo Popolizio per la regia di Piero Maccarinelli (in prima nazionale dal 6 novembre); lo spettacolo che il regista Marco Baliani ha tratto dalle celebri «strisce» di Sergio Tofano sul Corriere dei Piccoli (intitolato Qui comincia la sventura del signor Bonaventura, in scena dall’8 novembre e in anteprima il 28 ottobre all’Argentina, è prodotto in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma); infine, la pièce E la notte canta del drammaturgo norvegese Jon Fosse, diretta e interpretata da Valerio Binasco (13 maggio-8 giugno). Informazioni: 06.684000311.