L’altra metà (crudele) del cinema

Settanta ore di proiezione con una media di sette ore al giorno; 71 documentari con 25 anteprime e due anteprime mondiali: con questi numeri torna il RomaDocFest, Festival internazionale del documentario di Roma, giunto alla sua sesta edizione, da oggi al 2 giugno presso la Sala Trevi della Cineteca Nazionale. Tema scelto per il festival di quest’anno, dedicato alla memoria di Alberto Grifi, è la violenza, rappresentata soprattutto dal ritorno sullo schermo di un genere tutto italiano, contrastato e criticato, ma che conobbe una grande fortuna all’estero: il «Mondo movie», protagonista della sezione «Un altro mondo è impossibile». Documentari violenti, razzisti, con pretese sociologiche discutibili, oggetto di un importante fenomeno di esportazione per il cinema italiano, i «Mondo movie» affondano le loro radici in Europa oggi di Alessandro Blasetti (1959) e Mondo cane di Prosperi, Cavara e Jacopetti (1961).
Quattordici i titoli di «Mondo movie», una selezione difficile, secondo gli organizzatori del festival che avrebbero voluto dedicare al genere uno spazio ancora maggiore. Lo faranno al termine del festival, quando il discorso su questi «shockumentari» continuerà, dal 3 al 10 giugno, presso il cineclub Detour. Una curiosità: oggi (alle 18.30), in occasione della presentazione della sezione «Un altro mondo è impossibile», Prosperi e Jacopetti si rincontreranno per la prima volta, dopo aver discusso sul set di Mondo candido, nel 1975. Da allora, i due giornalisti tagliarono i rapporti e non si videro più. Alla tavola rotonda parteciperà anche Renzo Arbore che, nel 1972, partecipò al «Mondo movie» Mondo erotico interpretando la parte di un reporter, e Giovanni Minoli, che svolgerà il ruolo di trait d’union tra l’informazione oggettiva e quella di intrattenimento.
La violenza, tema di questa sesta edizione, sarà protagonista anche del concorso internazionale che riunisce dodici documentari da tutto il mondo, tra cui alcune anteprime. Solo anteprime, invece, nella sezione «Il Cile attraverso il documentario» che farà il punto sul Paese segnato da un altro 11 settembre, quello del golpe militare di Pinochet: la sezione presenterà anche l’anteprima mondiale «Salto al vacìo» di Pablo Lavin. La violenza sarà anche al centro della sezione «Cina contemporanea», dedicata al prezzo che il Paese ha dovuto pagare per la sua veloce crescita economica. La sezione presenterà un focus su un importante autore indipendente, Zhao Liang. «La violenza della rimozione», invece, è il titolo della sezione dedica a documentari e ervizi Rai sugli sbarchi dei clandestini. Completano il programma, la sezione «Rockumentary» composta da documentari musicali indipendenti; il focus su Luigi Perelli, regista divenuto celebre grazie al film La piovra.
Info: www.romadocfest.it