L’«altra metà» di Roma tra arte e scrittura

C’è Carla Accardi, siciliana di nascita, ma romana per scelta. Così come la napoletana Isabella Ducrot, anche lei romana d’adozione, o Alessandra Giovannoni, che a Roma, invece, è nata e lavora e della sua città dipinge il quotidiano. C’è un lato femminile di Roma che passa attraverso le sue pittrici e le scrittrici, ma anche attraverso gli uomini che a quelle donne hanno dedicato il proprio lavoro. Un universo femminile protagonista assoluto della mostra «Donne di Roma», all’Auditorium Parco della Musica fino all’8 marzo. Non un museo, dunque, ma un luogo di passaggio per questa rassegna il cui percorso espositivo si snoda lungo i foyer delle sale Petrassi, Sinopoli e Santa Cecilia. Uno dei luoghi più attivi sul fronte della cultura capitolina si trasforma, con questa mostra, in una vetrina importante in grado di offrire un’interessante panoramica delle istanze più innovative dell’arte romana. Opere accompagnate da «didascalie d’autore» firmate, tra gli altri, da Fulvio Abbate, Milena Agus, Andrea Camilleri, Rossana Campo, Ascanio Celestini, Giancarlo De Cataldo, Dacia Maraini ed Edoardo Sanguineti.
Si va dai classici della Transavanguardia ai realisti fino all’ultima generazione di artisti che usano non solo tela e pennello, ma i media più diversi. Come la grande installazione di Fabio Mauri, sperimentatore di linguaggi espressivi che in occasione della rassegna presenta una tripla proiezione, o come la grande e coloratissima opera di Giosetta Fioroni dedicata all’ambiguità di un personaggio come Marilyn Manson. «Questa rassegna si adatta perfettamente a un luogo particolare - spiega Anna Cestelli, che coordina le mostre per l’Auditorium Parco della Musica - dove, paradossalmente, più le mostre sono difficili e più funzionano. In questo caso, offriamo uno spaccato della scena artistica romana, comprese le generazioni più giovani e i dialoghi visivi interessanti». Sarà per questa attenzione al contemporaneo che, per l’occasione, torna all’Auditorium la citata Carla Accardi, già protagonista nella sala esterna di Auditorium Arte con il suo pavimento di mattonelle in ceramica, un’installazione che si avvalse della colonna sonora pensata da Gianna Nannini. Dopo di lei, e dopo la mostra dedicata all’artista concettuale Luca Maria Patella, questa volta i riflettori si accendono sull’universo femminile di Roma, raccontato da 116 autori (32 sono donne), 58 scrittori e altrettanti artisti, che spesso interagiscono tra loro, come nel caso della scrittrice Elena Stancanelli e Rossella Fumasoni in «Principessa», Nadia Fusini e Isabella Ducrot in «Marisa», Valeria Viganò e Orsina Sforza in «La donna dei numeri». Ci sono poi le donne di Mimmo Paladino a illustrare il racconto di Marco Baliani; di Aurelio Bulzatti per «Albergo a ore» di Luca Di Fulvio e quelle evocative di Cy Twombly, alla cui opera si accompagna «Le lacrime di Anna» di Vincenzo Cerami. Dalla «Sposa» di Piero Pizzi Cannella a «Giulia&Giulia» di Claudio Abate, nei foyer delle tre sale dell’Auditorium sfilano volti e simboli che ritraggono o evocano donne fantastiche ed eroiche, donne che portano sul proprio corpo i segni della storia. E ancora mito e storia, che affondano le radici nella stessa identità di una città come Roma, nel disegno di Bruno Ceccobelli che reinterpreta così un momento de «La virtù romana» di Rocco Carbone, lo scrittore scomparso a Roma il 18 luglio del 2008.
Tra gli artisti in mostra, da ammirare tutti i giorni dalle 11 alle 18 (la domenica dalle 10), a ingresso libero, vale la pena di citare la presenza di Gianni Dessì, Jannis Kounellis, Oliviero Rainaldi, Donatella Spaziani. Non da meno i nomi degli scrittori, tra cui figurano Cristina Ali Farah, Cerami, Erri De Luca, Chiara Gamberale, Filippo La Porta e Lidia Ravera.