L’altro volto della sconfitta: flop da 5 miliardi

Per il nostro paese un flop da 5 miliardi: a tanto ammontano le perdite legate alla mancata aggiudicazione di Euro 2012. Il discorso va al di là del semplice calcolo aritmetico perché ritarda, chissà per quanti anni, la costruzione di nuovi impianti e la ristrutturazione di quelli in condizioni penose. È questa la prima voce in rosso del campionato continentale volato in Polonia e Ucraina, voce che arriva a un miliardo e mezzo di euro comprendendo nella cifra anche le opere di urbanizzazione, quali strade, parcheggi e via dicendo. Un volano di grande spessore sul piano economico e occupazionale. A suo tempo le società avevano chiesto un miliardo di euro all’Istituto del Credito Sportivo, con interessi a carico dello Stato, per cominciare immediatamente i lavori: toccherà al governo stabilire se questa linea potrà essere ugualmente perseguita senza l’appuntamento europeo. Giovanna Melandri, ministro dello Sport, si è detta subito disponibile a riprendere il discorso, ma presiede un dicastero senza portafoglio e più volte, in un recente passato, si è scontrata con il ministro dell’Economia, Padoa Schioppa. Vedi il balletto sul finanziamento del Coni che a scadenze regolari viene messo in forse. Con gli investimenti sugli impianti scompaiono anche le entrate subordinate a quelle attività che fanno cassetta in Inghilterra (dal catering allo shopping) e sono pressoché sconosciute in Italia.
I mancati ricavi riguardano altre quattro grandi voci: sponsor, diritti tv, biglietteria e merchandising. Il comitato organizzatore del mondiale svoltosi in Germania ha incassato 800 milioni dalle sponsorizzazioni, fra 5 anni la cifra potrebbe essere analoga nonostante i confini più stretti di un campionato continentale. Imponente anche la cifra dei diritti tv, basta ricordare che, in occasione dell’europeo portoghese, la Rai investì 40 milioni. In complesso l’Uefa si attende una cifra superiore ai 500 milioni. Da biglietteria e merchandising dovevano provenire altri 200 milioni. E siamo così a 3 miliardi. Per arrivare a 5 miliardi, bisogna aggiungere i tanti quattrini che il nostro paese avrebbe incassato dai tifosi-turisti. Indefinibile la valutazione della perdita d’immagine. Un discorso cominciato tanti anni fa e ancora attuale. Per non parlare della mancata crescita del Pil, che in Portogallo aumentò di un punto percentuale nei due anni seguenti l’europeo 2004.