L’amante della musica: ecco l’altro Sanguineti

Quel che viene fuori è che amava Verdi e Monteverdi - e qui non c'entra l'assonanza «cromatica» - che Puccini, no, non gli era poi troppo simpatico, come del resto Mascagni, che il Tristano di Wagner è un’opera straordinaria e che tuttavia il «Pelleas» di Debussy rimane tra i prediletti. Spaziando poi dal teatro musicale vero e proprio alla prosa, al cinema e a tutte le forme d'arte e d'espressione che infarciscono la nostra cultura, passata e presente. Insomma, Edoardo Sanguneti come non l'abbiamo mai conosciuto, almeno non tutti. Perché, se del poeta si tratta, beh, fin qui tutto bene. Invece, come «librettista» o comunque come autore di testi poi messi in musica, in pochi lo hanno assaggiato, e ancor più in pochi hanno avuto l'occasione di addentrarsi con lui in conversazioni musicali. «Conversazioni Musicali» è il titolo del libro curato da Roberto Iovino (il melangolo editore, € 11), una sorta di ampia intervista all'intellettuale genovese che tocca l'aspetto artistico, ma anche le tematiche sociali e politiche legate ad esso: un omaggio al «secondo mestiere» di Sanguineti, meno noto ma non certo meno interessante. «Un viaggio affascinante burrascosamente interrotto» - specifica Iovino nell'introduzione - perché in effetti il progetto era quello di un dialogo continuo, scambi di opinioni e confronti su varie tematiche, un libro, a dirla breve, scritto a quattro mani, che non è stato realizzato per la morte improvvisa del poeta, nel maggio del 2010; e che ha quindi cambiato in parte fisionomia. Un «libello» interessante, stimolante, che fa emergere l' altro Sanguineti, non l'esperto ma l'appassionato, non il maestro ma l'ascoltatore, dispensatore di opinioni - certo supportate da una sensibilità e una cultura non comuni - e non di dottrine o teorie confezionate, opinioni da accettare come spunto di riflessione, per essere d'accordo o per dissentire. Con in appendice un'esaustiva nota critico-biografica (a cura di Massimo Pastorelli) e un catalogo delle opere musicali scritte sui suoi testi. Un inedito, lo definiremmo, ricco di ironia e spunti costruttivi. Non solo per addetti ai lavori.