L’amante si rifiuta di abortire Il banchiere la fa sequestrare

Choc nella Milano bene. Arrestato dirigente della Deutsche Bank. Quando scopre che l’escort aspetta un figlio, il manager perde la testa E assolda quattro uomini per intimidirla e convincerla a sparire

Milano - Non lo ha fatto per i soldi, perché di soldi ne ha a bizzeffe. Non lo ha fatto per paura della reazione della moglie, perché dalla moglie è separato da anni. E allora perché un mega-manager bancario internazionale si trasforma nel mandante di un delitto idiota e feroce, facendo sequestrare da un gruppo di tagliagole una giovane donna incinta al settimo mese? La risposta degli inquirenti è raggelante: lo ha fatto per la reputazione. É stata la paura dello sputtanamento tra i colleghi, nel mondo della finanza, che ha trasformato Marco Pracca, dirigente di Deutsche Bank Italia, in un criminale comune.

Non aveva avuto paura del disdoro quando era finito sotto inchiesta per il verminaio di Parmalat, accusato di avere aiutato Calisto Tanzi a rifilare ai risparmiatori i bond spazzatura di Collecchio. Quel processo Pracca lo aveva affrontato a viso aperto con nome e cognome, e ne era anche uscito assolto. Ma all’idea che nel mondo bancario si sapesse che aveva messo incinta una escort ha dato fuori di matto.

Lo hanno arrestato ieri mattina i carabinieri di Milano: e insieme a lui, il dentista col vizio della droga che gli ha fatto da intermediario, e i tre balordi arruolati per la bisogna. Sono tutti accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. I tre balordi lo hanno fatto per la «grana»: centomila euro a testa, più cinquantamila per l’intermediario. Ma Pracca da quel sequestro voleva solo un risultato: convincere la ragazza con le cattive - visto che non ci era riuscito con le buone - a uscire dalla sua vita. Lei, e quel bambino che si portava nel pancione, il figlio che Pracca non voleva che venisse al mondo, e che quando - nonostante lui - è venuto al mondo, non ha riconosciuto.

Lei ha ventinove anni, e i verbali del pm Luca Gallio la etichettano senza eufemismi come prostituta. É in questa veste che conosce Pracca. Cinquantotto anni, potente, facoltoso: uno, tanto per dare un’idea, che paga quindicimila euro di alimenti alla ex moglie. Alla ragazza che viene a letto con lui, Pracca si abitua come a un fringe benefit. Così lei passa un po’ alla volta dal rango di escort a quello di mantenuta. E da lì - ma forse solo nella sua testa - si convince di essere la sua donna. Soprattutto quando rimane incinta. Ma un nuovo figlio non rientra nei piani del supermanager. In un modo o nell’altro Pracca convince la giovane donna ad abortire. Poi però - e in questo c’è una sciatteria del contatto fisico che solo la disparità economia può spiegare - la rimette incinta. All’idea di abortire di nuovo la donna si ribella. E inizia l’incubo.

Marco Pracca non ha alcuna intenzione di diventare il padre del figlio di una escort. Se il figlio non si può evitare che venga al mondo, allora devono sparire entrambi. Una sera, a casa della ragazza, si presentano dei rapinatori. Sono gli stessi che poi la rapiranno: e loro stessi le racconteranno, durante la prigionia, che la rapina doveva servire a spaventarla a calci nella pancia. Ma il risultato è l’opposto del previsto. La donna si terrorizza al punto di chiedere e ottenere da Pracca di andare a vivere a casa sua, nel lussuoso appartamento vicino a San Siro. E a quel punto prende forma il piano B. Il sequestro.

Il 4 marzo scorso, il primo agguato va a vuoto. Ma Pracca e i suoi gangster non si arrendono. Il 6 marzo è domenica. La sequenza ha dell’inverosimile. Il manager e la donna passano il pomeriggio insieme, a teatro, come in un normale pomeriggio borghese. Poi lei va fare un controllo ginecologico, per quella gravidanza ormai in dirittura d’arrivo. Ma quando torna a casa, mentre entra nel box, le saltano addosso i tre col passamontagna e la pistola, la trascinano via, la chiudono in un casolare dell’Oltrepò. Dopo due giorni, impietositi, la mollano. E forse non se ne saprebbe mai niente, di questa storia, se per crearsi un alibi Pracca non denunciasse la scomparsa della ragazza. A volte, anche i supermanager sbagliano.