L’amato Ravel per la pianista che ha stupito tutti i critici

Il trionfale debutto internazionale della giovane Martha Argerich, a sedici anni appena, ebbe luogo nel 1957 proprio in Italia, dove poi è sempre tornata, e dove ora ritorna per una ragione speciale: omaggiare, attraverso una lunga serie di concerti il suo primo maestro Vincenzo Scaramuzza, a 40 anni dalla morte.
La ragazza sconvolse tutti a Bolzano, quando vinse il Concorso Busoni: perché «suonava come un pianista adulto», annotò Tito Aprea, giurato in quel concorso; ma anche perché sembrava una «puledra indomabile». Tuttavia nessuno restò insensibile al suo fascino pur acerbo; e la sua voglia di trasgressione, esibita anche attraverso il fumo, stava per danneggiarla anche artisticamente finché il giurato Aprea non se ne uscì: «non siamo mica chiamati a pronunciarci sulla virtù dei partecipanti al concorso», riuscendo a zittire i più bacchettoni. La formidabile ragazza, solo pochi mesi dopo, vinse anche il Concorso di Ginevra - a nessun altro pianista riuscirà mai una simile doppietta. Nel ’65, a 24 anni, e dopo un lungo ritiro dalle scene, si aggiudicò anche il «concorso dei concorsi», lo Chopin di Varsavia. Dopo i primi impegnativi anni di carriera, la Argerich ebbe una forte crisi, per quel suo mai del tutto celato «mal di vivere». Per continuare, nonostante tutto, venne a un compromesso: decise di non suonare mai più da sola, il che fece a partire dal ’78, e di non incidere altri dischi da sola, dall’84 in avanti. Solo così, ancora oggi, Martha convive con lo stress del concertismo. Suona con orchestra, oppure con partner, che spesso sono stati anche suoi compagni anche nella vita, e, più di recente, con molti giovani musicisti, pianisti e no, che alleva attraverso il «suo» festival di Lugano, rivelando una inclinazione per l’insegnamento che nessuno avrebbe potuto supporre. Ma sempre con il medesimo piglio virtuosistico, la mano leggera, il lirismo quasi commovente di allora. Nella lunga tournée italiana in onore di Scaramuzza, suona con altri due pianisti, con uno dei quali, Nelson Goerner - appare nella stagione sinfonica di Santa Cecilia, sotto la direzione di Yuri Temirkanov. A Santa Cecilia, la Argerich presenta un programma sui generis, a causa della presenza di Goerner. Prima parte: Beethoven: Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra, solista Goerner; Ravel, Concerto in sol, solista Argerich (il concerto di Ravel che lei studiò in gioventù con Benedetti Michelangeli, e non ha mai più tolto dal suo repertorio). Seconda parte: Sinfonia n.4 di Ciaikovskij.
Auditorium Sala Santa Cecilia. Oggi alle 18; lunedì 3, ore 21, martedì 4, ore 19.30. Info: 06.8082058.