L’Amatori torna a sognare dopo il ko all’ultima meta

A Parma hanno un decimo degli abitanti di Milano e due squadre nel Top 10 di rugby. Giocano nel Top 10 la mantovana Viadana (18mila abitanti) e la bresciana Calvisano (7mila), in serie A invece la rodigina Badia Polesine (10mila) e la sarda Alghero (11mila). La singolare maledizione per cui Milano, con i suoi milione e settecentomila cittadini, quattro squadre e qualche migliaio di rugbisti navighi da anni in serie B o più in basso ancora, fa parte dei grandi misteri insoluti dello sport.
Adesso, forse, è finita. Bisogna dire «forse» perché la lunga attesa sembrava finita già l’anno scorso, quando la rinata Amatori andò a giocarsi la promozione col Noceto (Parma) e - al termine di un doppio match dall’andamento surreale - ne uscì con le ossa rotte. «Ma essere scemi una volta può accadere - racconta Valerio Valizia, potente terza linea e uno dei giocatori simbolo dell’Amatori -, due volte sarebbe troppo».
I Tori hanno vinto il loro girone di serie B a schiacciasassi: 99 punti, +7 sulla seconda. L’ultimo ostacolo sulla strada della serie A si chiama San Gregorio di Catania, seconda classificata del girone sud. Spareggio in due puntate: l’andata l’11 maggio in Sicilia, ritorno il 18 maggio al Giuriati. Da qua ad allora, il lavoro di Marcello Cuttitta, allenatore dei milanesi, sarà tutto teso a evitare che non si ripeta il disastro dell’anno scorso, quando l’Amatori andò a vincere sul campo del Noceto e crollò invece in casa, sprofondando davanti alle vecchie, amiche tribune del campo di via Ponzio. Una sconfitta che in questi dodici mesi è stata passata al microscopio e crudelmente sezionata.
Valizia era in campo: «Se ne sono dette di tutti i colori, ci hanno paragonato al Milan di Istanbul. Io posso dire solo che abbiamo perso per il semplice motivo che non credevamo possibile che accadesse. Non avevamo perso una sola partita in tutto l’anno, avevamo vinto a Noceto, non sapevamo come si facesse a perdere. Quando nel secondo tempo loro hanno iniziato a segnare, non mi è passato proprio per la testa che potessero davvero vincere. Un errore terribile».
Ma a volte, nello sport, ci sono prove d’appello. Il lavoro che un anno fa venne buttato in discarica è stato rifatto quest’anno, con altrettanti investimenti e altrettanta passione, e i bestioni in maglia nera si giocano ora un’altra possibilità: «La società - dice Valizia - ha dimostrato di credere ancora in questo progetto. Ora sta a noi».
Il San Gregorio è roba rocciosa, in panchina ha un veterano azzurro come Orazio Arancio. E poiché il coach milanese Cuttitta (cui a dare manforte in questa settimana cruciale è arrivato il fratellone Massimo) è un altro nazionale pluridecorato, la doppia sfida è anche una sfida anche tra due pezzi della storia rugbistica tricolore.
Si comincerà a Catania, su un campo dove farà caldo da tutti i punti di vista. «La metteranno sul piano del carattere ma tecnicamente siamo più forti noi - dice Valizia - e giocare giù la prima è comunque un vantaggio, perché se le cose dovessero andare male possiamo ribaltarle a Milano». Sarà. Sperando comunque che non si ripeta il pasticcio dello scorso anno: la vita non è un film, e il Paradiso a volte si stufa di attendere.