L’ambasciatore chiama l’Interpol

La Bielorussia si è rivolta all’Interpol con una «richiesta urgente»: vuole che la polizia internazionale si mobiliti per rintracciare e riportare in patria Maria, la bambina bielorussa nascosta da Chiara Bornacin e Alessandro Giusto. Le autorità bielorusse vogliono che l’Interpol chiarisca anche «le circostanze dell’incidente». La reazione del governo italiano? Pieno appoggio alla posizione di Minsk, dice l’ambasciatore bielorusso Aleksej Skripko, che riferisce di aver ricevuto assicurazioni dal sottosegretario agli Affari esteri, Famiano Crucianelli che il governo italiano farà intensificare le ricerche della bimba. Intanto però dal Parlamento italiano arriva un documento bipartisan in favore di Maria, a elaborarlo la senatrice ds Anna Serafini e colleghe del centrodestra. Il documento fa appello alla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, ribadendo che l’interesse primario è quello della bambina. «È documento interamente condiviso dai miei assistiti, i coniugi Giusto», dichiara l'avvocato Maurizio Frizzi.Da Minsk intanto continuano a definire infondate le accuse dei Giusto e del tribunale dei minori di Genova secondo cui la bimba avrebbe subito violenze nell’orfanotrofio di Vilejka. Dichiarazioni che preoccupano particolarmente la famiglia italiana, che ha presentato in Corte di appello un ricorso in cui si chiede l’affidamento di Maria, o in seconda battuta, l’affidamento a una struttura in Italia dove possa curarsi. Il ricorso sarà discusso giovedì prossimo.