L’ambasciatore italiano ferito da colpi di mortaio

da Colombo

Colpi di mortaio, fuoco e paura per tre ambasciatori alla base aerea di Batticaloa in Sri Lanka in un attacco scatenato all'alba dai ribelli tamil: l'ambasciatore italiano Pio Mariani, 57 anni, l'americano Robert Blake e il tedesco Jurgen Weerth sono rimasti leggermente feriti mentre scendevano da un elicottero militare nella base aerea nell'est dell'isola.
Quattro colpi di mortaio sono partiti dalla boscaglia contro l'area strategica di Vakarai, riconquistata il 19 gennaio dalle truppe governative dopo essere stata per 11 anni nelle mani della guerriglia. Uno degli elicotteri aveva appena toccato terra e gli ambasciatori ne erano scesi quando si sono sentite le prime esplosioni. In totale sono state soccorse 11 persone, tra cui quattro poliziotti, due avieri e un bambino.
Illesi i ministri dello Sri Lanka per i Diritti umani e la Protezione civile, Mahinda Samarasinghe, e per la Riabilitazione, Richard Badurdeen, che accompagnavano la delegazione.
«Molta paura, ma niente di serio»: queste le prime parole dell'ambasciatore Pio Mariani, da poco tornato in ambasciata dopo essere stato medicato nell'ospedale di Colombo. A riportare lo stato d'animo del diplomatico italiano è il fratello, Luciano, medico ginecologo presso il polo oncologico Regina Elena di Roma. Al diplomatico italiano in ospedale sono state estratte dal cuoio capelluto e dall'osso occipitale schegge di granata, ma le ferite sono superficiali.
Danneggiato anche un aereo militare parcheggiato a poca distanza. La delegazione avrebbe dovuto visitare la zona e incontrare funzionari locali per fare un bilancio delle necessità delle migliaia di profughi fuggiti alla guerra civile, in modo da coordinare gli aiuti.
Le Tigri Tamil hanno espresso «profondo rammarico» per aver colpito diplomatici stranieri ma hanno anche accusato le autorità di non aver attuato la procedura che prevede un’informativa nel caso di diplomatici in visita nelle zone contese.