L’ambasciatore: «A Minsk prima possibile»

Il diplomatico vuole fare in fretta. Bindi: «Con questo Paese rapporti difficili»

Rimpatrio immediato senza vedere più in Italia le persone che considera mamma e papà. Il diktat bielorusso arriva per bocca dell’ambasciatore Aleksej Skripko che ha appena saputo del ritrovamento della bambina: «Ho parlato con il comandante dei carabinieri di Genova, Rosario Prestigiacomo, che mi ha assicurato che Maria stava bene ed era calma e serena. Abbiamo concordato insieme un posto dove sistemare la bambina, una struttura idonea. Poi provvederemo al rimpatrio non appena possibile. Questa sera arriverà da Roma il medico bielorusso che la visiterà con un medico italiano e stabilirà se Maria può rientrare in aereo in Bielorussia». Skripko si sbilancia sul fronte delle adozioni internazionali: «Appena questa vicenda sarà definitivamente conclusa, siamo sicuri che verranno ripristinati i rapporti di cooperazione con l'Italia per le adozioni».
La realtà è che - a meno di clamorosi sviluppi e ripensamenti - le 120 domande di adozione italiane sono state già bocciate e le famiglie sono state invitate dalla Bielorussia ad andarsi a riprendere i documenti depositati ormai anni fa.
La notizia del ritrovamento della bambina ha scatenato gli applausi da stadio tra gli aspiranti genitori che stavano manifestando in piazza Montecitorio e il ministro di Giustizia Clemente Mastella, in una giornata tristissima per tante famiglie italiane preoccupate per il destino di Maria strappata dai suoi affetti, ha ricevuto le ovazioni per il suo momento di gloria. Al grido di «Mastella, Mastella», il ministro ha dato ufficialmente la notizia al piccolo assembramento sotto le finestre. Nessuno si chiede - ora che la Bielorussia riavrà Maria - se saranno rispettate le garanzie per il rientro di tanti bambini. Non ultimo ricordiamo il caso di Vladik Cuffaro, cittadino italiano, trattenuto da due anni a Minsk lontano dalla sua mamma, l’ingegnere calabrese Annamaria Cuffaro, per il quale nessuno ha gridato al «ripristino della legalità». Dubbi sulla Bielorussia sono stati espressi - ma soltanto ieri -, dal ministro della Famiglia Rosy Bindi. «La questione è comunque ancora tutta aperta, chiederemo alla Bielorussia di revocare il blocco dei viaggi di soggiorno in Italia per i loro bambini abbandonati: vogliamo poi che le oltre 600 richieste di adozione siano rispettate, la situazione deve trovare uno sblocco perché non è umanamente sopportabile», ha detto la Bindi. E ha concluso: «Va considerata la domanda di genitorialità della coppia di Cogoleto che l'ha accolta: ma tutto nel rispetto degli accordi internazionali e delle leggi vigenti. In questa materia c'è forse da ristrutturare tutto, e i rapporti con la Bielorussia non sono del tutto sereni». Per Rosy Bindi, «il caso di Cogoleto ha fatto passare loro dalla parte della ragione, ma poi in sostanza sappiamo che non è proprio così...».