L’Ambrosia lascia senza fiato otto milanesi su cento

La pianta nordamericana si diffonde grazie al clima mite. Disattesa l’ordinanza che obbliga a falciarla

Un fine estate gradevole. Ma non per tutti soprattutto per le 120mila persone che soffrono di allergia all'Ambrosia. Una pianta che ha invaso tutta la città da un capo all'altro. Attecchisce in spiazzi abbandonati come campi incolti, aree industriali dismesse. Siti di proprietà di enti pubblici e di privati che dovrebbero sfalciarla e invece non non lo fanno. L'ordinanza del Comune emanata il 21 maggio pare essere caduta nel vuoto. E così l'Ambrosia cresce più rigogliosa che mai, con sommo dispiacere di non pochi milanesi. Otto su cento, sia adulti sia bambini, tutti alle prese con riniti e congiuntiviti. Non mancano poi i più sfortunati soffocati dal polline di questa pianta che fa parte della famiglia delle Composite e che nonostante il nome che ricorda il patrono di Milano è di origine straniera. È arrivata dall'America a bordo dei copertoni delle auto. A favorire il suo proliferare che quest'anno ha fatto registrare un vero boom è il clima che da questa primavera ad oggi, e continuerà sino a ottobre, ha fatto registrare temperature superiori alla media stagionale. «E a far star male gli allergici all'Ambrosia - spiega Alessandro Fiocchi, direttore della pediatria della Macedonio Melloni - in questo periodo è anche la mancanza di acqua. Venti giorni senza pioggia sono davvero troppi per questi soggetti che continuano a lacrimare e a starnutire e nei casi peggiori a far fatica a respirare per colpa dell'asma». Un disturbo molto frequente in questo tipo di allergia come è perfettamente al corrente il Comune, tant'è vero che nell'ordinanza del 21 maggio firmata dal vicesindaco Riccardo Decorato si legge: «Che tra le varie malattie di origine pollinica, quella relativa all'Ambrosia è risultata negli ultimi dieci anni , per la popolazione lombarda, quella prevalente sia per l'elevata percentuale di soggetti sensibili sia per l'ingravescenza della patologia».